Siamo arrivati in Biosphera sperando di non trovarla allagata dopo la bomba d’acqua arrivata in città nella notte.

Un passo dentro casa ed eravamo già in un altro mondo: ordine, silenzio e profumo di pino..sicuri di essere ancora a Milano?

Ogni casa ha i suoi rumori. Biosphera è una macchina silenziosissima, anche se costantemente accesa.

Solo un suono di sottofondo, che parte da una piccolissima centralina ce lo ha ricordato ogni tanto. Per il resto è regnato il silenzio, nonostante proprio davanti casa continuasse il lavoro di sgombero delle impalcature e dei chioschi del Wired Next Fest, appena concluso.

Non crediamo si possa dire di aver vissuto veramente all’interno di una casa senza averla testata nella sua parte forse meno utilizzata fino a questo momento: la cucina. Così entrambe le sere abbiamo invitato amici a cena: abbiamo cucinato per quattro persone e la casa non ne ha mai risentito, nè dal punto di vista climatico nè per gli odori di cottura dalla cucina. In più è stata un’ ottima occasione per condividere con loro questa esperienza e far conoscere anche a loro questo nuovo modo di abitare.

L’aspetto più sorprendente di questa esperienza è stato senza dubbio accorgersi che la qualità dell’aria respirata dentro e fuori da Biosphera cambia radicalmente : le percezioni del proprio corpo parlano chiaro, i sensori di inquinamento e il bracciale di monitoraggio delle funzioni vitali lo confermano. In Biosphera la ventilazione meccanica fornisce aria depurata da polveri sottili e CO2, mantenendo temperatura e umidità ottimali in tutti gli ambienti senza necessità di aprire le finestre: aria di montagna anche in una grande città! Con queste premesse è assicurato che anche il sonno sia riposante e rigenerante, in effetti così è stato.

Abbiamo affrontato questa esperienza con molta curiosità e le nostre aspettative sono state più che soddisfatte.Torniamo a casa pensando che un nuovo modo di vivere è possibile, e forse non è nemmeno così impossibile da realizzare.

Un grazie a Mirko e ai suoi collaboratori, per il loro lavoro e la loro disponibilità.

Silvia e Alessandro