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Che dire, sono stati tre giorni di puro relax.
Da quando abbiamo vinto il workshop e affiancato Aktivhaus nella progettazione di Biosphera 2.0, la possibilità di vivere all’interno del modulo si è concretizzata ogni giorno sempre di più fino a quando è arrivato il 15 marzo, il nostro turno di poter vivere questa esperienza.

In questi tre giorni di permanenza in Biosphera la prima cosa che abbiamo notato e apprezzato è stato il silenzio che c’è al suo interno; non importava che fuori il parcheggio fosse pieno di sciatori e macchine, o che ogni 3/4 ore atterrasse a meno di 20 metri l’elicottero del primo soccorso, noi all’interno non ci accorgevamo di nulla (più o meno dai, sicuramente se fosse stata casa mia avrebbero tremato i vetri).
Tutte e due le notti ha nevicato, e alla sera potersi distendere sul divano e appoggiarsi alla grande finestra, guardando fuori e bevendo un bicchiere di vino (o una tisana per gli astemi), è stato il modo migliore per concludere ogni giornata. E non parliamo dei risvegli mattutini, poche volte mi è capitato di dormire così bene e di svegliarmi così riposata, e senza aver dormito uno sproposito di ore.

E’ un’esperienza che consiglio a tutti di provare, per poter capire cosa vuol dire vivere in una casa passivhaus e in una casa che risponde alle nostre esigenze.

Un abbraccio,

Giulia Azaria e compagne di viaggio Mariolina Affatato e Giulia Balocco