Fin da quando ci han comunicato che il Team Elio era il vincitore del workshop “Thinking outside the box”, mi sono chiesta come sarebbe stato vivere in un ambiente da noi ideato. Vedendo le fasi di costruzioni, la curiosità è aumentata: ho avuto modo di conoscere meglio il tema della Passivhaus, cosa implicava, a quali risultati avrebbe portato e non vedevo l’ora di poter confermare o smentire le potenzialità che si dice che questo tipo di ambiente ha. Una delle cose che più mi era rimasta impressa è il fatto che nella casa passiva non c’è bisogno di aprire le finestre: ora che sono all’ interno del modulo Biosphera 2.0 devo purtroppo constatare che aprire le finestre è un’esigenza mentale, un’ abitudine consolidata nella nostra quotidianità, di cui io personalmente faccio fatica a liberarmene; fisicamente non si sente esigenza alcuna, anzi l’aria è pulita e monitorata. Sono stati giorni di relax: la tranquillità dell’ambiente ha reso possibile uno studio intenso e proficuo durante il giorno, mentre alla sera bere un thè davanti alla grande vetrata e chiacchierare con un’ amica è stato particolarmente rilassante. Lasciamo la casa a malincuore, torniamo a Torino rigenerate, consce del fatto che si può vivere meglio di come finora abbiamo fatto.

Valeria Bosetto e Giorgia Moretto