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Enorme cavità sotto l’Antartide scoperta da ricercatore italiano della NASA: cosa rischiamo
in foto: Credit: NASA / OIB / Jeremy Harbeck

Sotto uno dei più grandi e importanti ghiacciai dell’Antartide, l’immenso Thwaites, un gruppo di ricerca guidato dal giovane glaciologo italiano della NASA Pietro Milillo ha scoperto una gigantesca cavità causata dai cambiamenti climatici. È profonda 300 metri e si estende per circa 40 chilometri quadrati; ha dunque le stesse dimensioni di città italiane come Bergamo, Como e Gorizia, o dei 2/3 del celebre distretto newyorchese di Manhattan. È sufficientemente grande da contenere ben 14 miliardi di tonnellate di ghiaccio, e l’aspetto più inquietante risiede nel fatto che gran parte di esso si è sciolto negli ultimi tre anni. Qualora dovesse sciogliersi del tutto, causerebbe un pericoloso innalzamento del livello dei mari.

Orgoglio italiano. La scoperta è stata frutto del lavoro di un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA e dell’Università della California di Irvine, che hanno collaborato con i colleghi del Centro aerospaziale tedesco di Monaco di Baviera (Germania) e dell’Università Grenoble Alpes di Grenoble, Francia. A coordinarli il giovanissimo ricercatore pugliese di Casamassima Pietro Milillo, che dopo la laurea in Fisica all’Università di Bari e il dottorato in Ingegneria ambientale all’Università della Basilicata si è trasferito negli Stati Uniti, dove è stato ingaggiato dalla celebre Agenzia aerospaziale americana.

Credit: NASAin foto: Credit: NASA

La ricerca. La cavità scoperta da Milillo e colleghi, individuata grazie al rilevamento radar della missione aerea “IceBridge” e ai dati raccolti da satelliti, preoccupa gli scienziati per diverse ragioni. Il ghiacciaio Thwaites è infatti uno dei più importanti dell’Antartide occidentale, e se dovesse sciogliersi completamente innalzerebbe il livello del mare di 65 centimetri, sufficienti a sommergere diverse isole dell’Oceano Pacifico e metropoli costiere di tutto il mondo. Poiché è strettamente associato ad altri ghiacciai, gli scienziati stimano che potrebbe coinvolgere altri grandi blocchi e far innalzare il livello del mare fino a 2,4 metri, con esiti catastrofici su scala globale. Se si considera che gran parte del ghiaccio della cavità si è perso in soli 3 anni, è fondamentale conoscere i processi in atto in Antartide.

Un fenomeno da comprendere. Alla base di questo grave scioglimento ci sono i cambiamenti climatici, tuttavia non è sempre chiaro come essi agiscano. Uno degli aspetti fondamentali da monitorare è la linea di confine tra il ghiaccio ancorato con la terraferma e quello che galleggia, e il modo in cui questa linea arretra sotto la spinta dello scioglimento. “Stiamo scoprendo diversi meccanismi di ritiro”, ha dichiarato il dottor Milillo. Alcuni settori del ghiacciaio Thwaites, ‘consumati’ dall’intrusione dell’acqua marina più calda, stanno arretrando di ben 800 metri all’anno. Alla base ci sono modelli complessi che vanno compresi a fondo, per questo è attesa nei prossimi anni una lunga e approfondita indagine sul campo, condotta direttamente su questo inospitale ghiacciaio. I dettagli della ricerca guidata da Milillo sono stati pubblicati sull’autorevole rivista Science Adavances.

Fonte: Enorme cavità sotto l’Antartide scoperta da ricercatore italiano della NASA: cosa rischiamo

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Verona, cosa vedere nella città degli innamorati
in foto: Verona – Foto Flickr

Verona: basta pronunciare questo nome per evocare gli scenari più romantici. Per quanto si sprechino le proposte di San Valentino alternative, le mete evergreen hanno sempre il loro fascino. Per questo abbiamo deciso di proporvi la città degli innamorati per eccellenza, resa immortale dal capolavoro di Shakespeare “Romeo e Giulietta”. La città scaligera fa da cornice alla celebre tragedia e all’amore contrastato dei due protagonisti, ma Verona è senz’altro ideale per celebrare un’unione felice! Ricca di attrazioni culturali, presenta un centro storico Patrimonio UNESCO, un teatro famoso in tutto il mondo e dei panorami da sogno sul fiume Adige. E a San Valentino diventa ancora più romantica con Verona in Love, una serie di eventi per celebrare la festa dell’amore.

Che stiate progettando le vostre vacanze di San Valentino o una fuga romantica last minute, Verona riuscirà a sedurvi in un battibaleno. Vi conquisterà all’istante, senza troppi giri di parole o corteggiamenti estenuanti. Perché Verona è dotata di una sua magia naturale, percepibile in ogni angolo e in ogni monumento. E vi farà perdere la testa. Ecco le attrazioni da non perdere per innamorarsi della città degli innamorati.

Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe – Foto Wikimedia Commonsin foto: Piazza delle Erbe – Foto Wikimedia Commons

Si tratta della piazza più antica della città, centro nevralgico della vita culturale, sociale e politica in epoca romana. Oggi è il tipico luogo di ritrovo dei veronesi che non rinunciano a un aperitivo in compagnia o che si incontrano per fare la spesa nel colorato e affolatlissimo mercato del weekend. L’atmosfera incantata che si respira in questo luogo è davvero unica. Qui si trova la Torre dei Lamberti, che domina il panorama dall’alto dei suoi 84 metri. Iniziata nel XII secolo, venne ultimata solo nei secoli successivi e perfino l’orologio è un’aggiunta settecentesca. Sul lato nord della piazza troviamo anche le Case Mazzanti, abitazioni dalle facciate finemente affrescate che valsero a Verona l’epiteto di urbs picta, città dipinta. Molto bella anche la Casa dei Mercanti, sede della Banca Popolare di Verona. Suggestivo Palazzo Maffei, impreziosito da diverse statue di dei greci: Giove, Ercole, Minerva, Venere, Mercurio e Apollo.

Arche Scaligere

Arche Scaligere – Foto Wikipediain foto: Arche Scaligere – Foto Wikipedia

Le Arche Scaligere sono un complesso funerario dedicato ad alcuni membri della famiglia degli Scaligeri, che governò a lungo su Verona. Il monumento più antico, in stile gotico, risale al 1277. Il personaggio più illustre qui sepolto è Cangrande della Scala, amico e mecenate di Dante, ricordato con grandi elogi dal Sommo Poeta nel Paradiso.

Casa di Giulietta

Casa di Giulietta – Foto Pixabayin foto: Casa di Giulietta – Foto Pixabay

Malgrado questo “luogo di culto” raggiunga pericolosi picchi di feticismo, la Casa di Giulietta è ormai assurta a icona turistica internazionale. Romeo e Giulietta sono solo un’invenzione letteraria? Può darsi, ma le famiglie Capuleti e Montecchi sono davvero esistite. L’edificio del XIII secolo presenta lo stemma di famiglia dei Capuleti, o meglio Cappelletti. Tra graffiti e bigliettini d’amore lasciati sul portico, il luogo trasuda di romanticismo. Nel cortile troneggia la statua in bronzo di Giulietta, mentre la casa è visitabile a pagamento ed è tradizione che gli innamorati si bacino sotto il balcone per assicurarsi un amore eterno. Se vi state chiedendo della controparte maschile, vicino alle Arche Scaligere si trova la Casa di Romeo, appartenente ai Montecchi. La Tomba di Giulietta si trova nei sotterranei dell’ex Convento di San Francesco al Corso, un antico complesso di frati Cappuccini del XIII secolo.

Piazza Bra e Arena di Verona

Scorcio dell’Arena di Verona – Foto Picrylin foto: Scorcio dell’Arena di Verona – Foto Picryl

Nel cuore di Piazza Bra troneggia uno dei teatri più grandi del mondo: l’Arena di Verona. Un monumento dalla storia millenaria: nel I secolo ospitava lotte tra gladiatori e nel XVIII secolo giostre e tornei. Costruita con la pietra della Valpolicella, dalle sfumature rosse e rosa, può accogliere circa 20.000 spettatori. D’estate ospita il celebre Festival dell’Opera, che attira numerosi cantanti italiani e internazionali. Sul versante meridionale si trova la Gran Guardia, palazzo del Seicento che ospita mostre e convegni. Sul lato orientale, invece, si affaccia l’ottocentesco Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona.

Chiesa di San Zeno Maggiore

San Zeno – Foto Wikipediain foto: San Zeno – Foto Wikipedia

Notevole esempio di architettura romanica, la chiesa sorge sul luogo di sepoltura del vescovo Zeno, di origine africana. La struttura originaria risalirebbe al XII secolo. L’interno custodisce numerose opere d’arte che vanno dal XII al XVI secolo. Sull’altare maggiore della basilica spicca una splendida opera come la Pala di San Zeno di Andrea Mantegna.

Ponti di Verona

Ponte Pietra – Foto Wikimedia Commonsin foto: Ponte Pietra – Foto Wikimedia Commons

Verona è attraversata da sette ponti sul fiume Adige. Purtroppo tutti i ponti vennero distrutti dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale; in seguito, però, blocchi e mattoni originari vennero recuperati sul fondo dell’Adige e utilizzati per ricostruire i monumenti. La città può vantare antiche origini romane: testimonianza di questo glorioso passato è il Ponte Pietra, risalente al I secolo a.C. Il monumento collega il Teatro Romano con il centro cittadino e regala scorci meravigliosi sul fiume Adige e Castel San Pietro. Un notevole esempio di ingegneria trecentesca è Ponte Scaligero, o di Castelvecchio perché proprio di fronte all’omonima fortezza. Il ponte regala un’atmosfera particolarmente romantica, soprattutto al calar della sera. Interessante il museo annesso.

Castelvecchio

Ponte di Castelvecchio – Foto Wikimedia Commonsin foto: Ponte di Castelvecchio – Foto Wikimedia Commons

La costruzione di questo castello con funzioni difensive fu fortemente voluta da Cangrande II della Scala. Dopo la caduta degli Scaligeri ha attraversato vicende alterne. Sotto il dominio dei Veneziani divenne deposito d’armi, per poi trasformarsi in caserma sotto la dominazione francese e austriaca. Oggi il suo interno ospita un piccolo museo con una collezione di opere medievali, rinascimentali e moderne. Tra i dipinti più importanti, la Sacra Famiglia di Mantegna, il San Girolamo Penitente di Bellini e il Ritratto femminile di Rubens, ma in collezione troviamo anche opere di Filippo Lippi, del Veronese e di Tintoretto.

Duomo di Verona

Interno del Duomo di Verona – Foto Wikipediain foto: Interno del Duomo di Verona – Foto Wikipedia

Consacrato nel 1187, è stato costruito sulle rovine di una chiesa paleocristiana ed è dedicato a Santa Maria Matricolare. Spicca il magnifico portale decorato con figure di profeti e animali, sovrastato da una lunetta con un bassorilievo policromo che ritrae la Madonna in trono col Bambino, circondata dai Magi e dai Pastori. All’interno, costituito da tre navate, si trova un capolavoro d’arte come l’Assunta di Tiziano. Dal Duomo si accede al Battistero di San Giovanni in Fonte, una piccola chiesa longobarda con notevoli affreschi e un meraviglioso fonte battesimale del XII secolo. Adiacente si trova la piccola Chiesa di Sant’Elena, la cui pianta originaria risale all’800 d.C.

Fonte: Verona, cosa vedere nella città degli innamorati

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Verona, cosa vedere nella città degli innamorati
in foto: Verona – Foto Flickr

Verona: basta pronunciare questo nome per evocare gli scenari più romantici. Per quanto si sprechino le proposte di San Valentino alternative, le mete evergreen hanno sempre il loro fascino. Per questo abbiamo deciso di proporvi la città degli innamorati per eccellenza, resa immortale dal capolavoro di Shakespeare “Romeo e Giulietta”. La città scaligera fa da cornice alla celebre tragedia e all’amore contrastato dei due protagonisti, ma Verona è senz’altro ideale per celebrare un’unione felice! Ricca di attrazioni culturali, presenta un centro storico Patrimonio UNESCO, un teatro famoso in tutto il mondo e dei panorami da sogno sul fiume Adige. E a San Valentino diventa ancora più romantica con Verona in Love, una serie di eventi per celebrare la festa dell’amore.

Che stiate progettando le vostre vacanze di San Valentino o una fuga romantica last minute, Verona riuscirà a sedurvi in un battibaleno. Vi conquisterà all’istante, senza troppi giri di parole o corteggiamenti estenuanti. Perché Verona è dotata di una sua magia naturale, percepibile in ogni angolo e in ogni monumento. E vi farà perdere la testa. Ecco le attrazioni da non perdere per innamorarsi della città degli innamorati.

Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe – Foto Wikimedia Commonsin foto: Piazza delle Erbe – Foto Wikimedia Commons

Si tratta della piazza più antica della città, centro nevralgico della vita culturale, sociale e politica in epoca romana. Oggi è il tipico luogo di ritrovo dei veronesi che non rinunciano a un aperitivo in compagnia o che si incontrano per fare la spesa nel colorato e affolatlissimo mercato del weekend. L’atmosfera incantata che si respira in questo luogo è davvero unica. Qui si trova la Torre dei Lamberti, che domina il panorama dall’alto dei suoi 84 metri. Iniziata nel XII secolo, venne ultimata solo nei secoli successivi e perfino l’orologio è un’aggiunta settecentesca. Sul lato nord della piazza troviamo anche le Case Mazzanti, abitazioni dalle facciate finemente affrescate che valsero a Verona l’epiteto di urbs picta, città dipinta. Molto bella anche la Casa dei Mercanti, sede della Banca Popolare di Verona. Suggestivo Palazzo Maffei, impreziosito da diverse statue di dei greci: Giove, Ercole, Minerva, Venere, Mercurio e Apollo.

Arche Scaligere

Arche Scaligere – Foto Wikipediain foto: Arche Scaligere – Foto Wikipedia

Le Arche Scaligere sono un complesso funerario dedicato ad alcuni membri della famiglia degli Scaligeri, che governò a lungo su Verona. Il monumento più antico, in stile gotico, risale al 1277. Il personaggio più illustre qui sepolto è Cangrande della Scala, amico e mecenate di Dante, ricordato con grandi elogi dal Sommo Poeta nel Paradiso.

Casa di Giulietta

Casa di Giulietta – Foto Pixabayin foto: Casa di Giulietta – Foto Pixabay

Malgrado questo “luogo di culto” raggiunga pericolosi picchi di feticismo, la Casa di Giulietta è ormai assurta a icona turistica internazionale. Romeo e Giulietta sono solo un’invenzione letteraria? Può darsi, ma le famiglie Capuleti e Montecchi sono davvero esistite. L’edificio del XIII secolo presenta lo stemma di famiglia dei Capuleti, o meglio Cappelletti. Tra graffiti e bigliettini d’amore lasciati sul portico, il luogo trasuda di romanticismo. Nel cortile troneggia la statua in bronzo di Giulietta, mentre la casa è visitabile a pagamento ed è tradizione che gli innamorati si bacino sotto il balcone per assicurarsi un amore eterno. Se vi state chiedendo della controparte maschile, vicino alle Arche Scaligere si trova la Casa di Romeo, appartenente ai Montecchi. La Tomba di Giulietta si trova nei sotterranei dell’ex Convento di San Francesco al Corso, un antico complesso di frati Cappuccini del XIII secolo.

Piazza Bra e Arena di Verona

Scorcio dell’Arena di Verona – Foto Picrylin foto: Scorcio dell’Arena di Verona – Foto Picryl

Nel cuore di Piazza Bra troneggia uno dei teatri più grandi del mondo: l’Arena di Verona. Un monumento dalla storia millenaria: nel I secolo ospitava lotte tra gladiatori e nel XVIII secolo giostre e tornei. Costruita con la pietra della Valpolicella, dalle sfumature rosse e rosa, può accogliere circa 20.000 spettatori. D’estate ospita il celebre Festival dell’Opera, che attira numerosi cantanti italiani e internazionali. Sul versante meridionale si trova la Gran Guardia, palazzo del Seicento che ospita mostre e convegni. Sul lato orientale, invece, si affaccia l’ottocentesco Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona.

Chiesa di San Zeno Maggiore

San Zeno – Foto Wikipediain foto: San Zeno – Foto Wikipedia

Notevole esempio di architettura romanica, la chiesa sorge sul luogo di sepoltura del vescovo Zeno, di origine africana. La struttura originaria risalirebbe al XII secolo. L’interno custodisce numerose opere d’arte che vanno dal XII al XVI secolo. Sull’altare maggiore della basilica spicca una splendida opera come la Pala di San Zeno di Andrea Mantegna.

Ponti di Verona

Ponte Pietra – Foto Wikimedia Commonsin foto: Ponte Pietra – Foto Wikimedia Commons

Verona è attraversata da sette ponti sul fiume Adige. Purtroppo tutti i ponti vennero distrutti dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale; in seguito, però, blocchi e mattoni originari vennero recuperati sul fondo dell’Adige e utilizzati per ricostruire i monumenti. La città può vantare antiche origini romane: testimonianza di questo glorioso passato è il Ponte Pietra, risalente al I secolo a.C. Il monumento collega il Teatro Romano con il centro cittadino e regala scorci meravigliosi sul fiume Adige e Castel San Pietro. Un notevole esempio di ingegneria trecentesca è Ponte Scaligero, o di Castelvecchio perché proprio di fronte all’omonima fortezza. Il ponte regala un’atmosfera particolarmente romantica, soprattutto al calar della sera. Interessante il museo annesso.

Castelvecchio

Ponte di Castelvecchio – Foto Wikimedia Commonsin foto: Ponte di Castelvecchio – Foto Wikimedia Commons

La costruzione di questo castello con funzioni difensive fu fortemente voluta da Cangrande II della Scala. Dopo la caduta degli Scaligeri ha attraversato vicende alterne. Sotto il dominio dei Veneziani divenne deposito d’armi, per poi trasformarsi in caserma sotto la dominazione francese e austriaca. Oggi il suo interno ospita un piccolo museo con una collezione di opere medievali, rinascimentali e moderne. Tra i dipinti più importanti, la Sacra Famiglia di Mantegna, il San Girolamo Penitente di Bellini e il Ritratto femminile di Rubens, ma in collezione troviamo anche opere di Filippo Lippi, del Veronese e di Tintoretto.

Duomo di Verona

Interno del Duomo di Verona – Foto Wikipediain foto: Interno del Duomo di Verona – Foto Wikipedia

Consacrato nel 1187, è stato costruito sulle rovine di una chiesa paleocristiana ed è dedicato a Santa Maria Matricolare. Spicca il magnifico portale decorato con figure di profeti e animali, sovrastato da una lunetta con un bassorilievo policromo che ritrae la Madonna in trono col Bambino, circondata dai Magi e dai Pastori. All’interno, costituito da tre navate, si trova un capolavoro d’arte come l’Assunta di Tiziano. Dal Duomo si accede al Battistero di San Giovanni in Fonte, una piccola chiesa longobarda con notevoli affreschi e un meraviglioso fonte battesimale del XII secolo. Adiacente si trova la piccola Chiesa di Sant’Elena, la cui pianta originaria risale all’800 d.C.

Fonte: Verona, cosa vedere nella città degli innamorati

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Ristrutturare il bagno: le ultime tendenze per l’arredo

Il bagno è stata la stanza più ristrutturata dagli italiani nel 2018. A dirlo sono gli utenti intervistati da Habitissimo, portale che mette in contatto domanda e offerta nel mondo della ristrutturazione casa. Tra i lavori realizzati nel 2018 in cima alla lista della categoria ristrutturazione si trova per l’appunto la stanza da bagno con il 37% del totale dei lavori realizzati, di cui la metà riguarda il rinnovamento integrale della stanza mentre il resto sono piccoli lavori. Tra questi i più richiesti sono stati la sostituzione della vasca con un box doccia doccia (39%), il cambio dei sanitari (25%) e delle piastrelle (21%).

Quali sono i motivi che spingono a cambiare il bagno? La maggior parte degli intervistati, il 60%, dichiara di aver voluto ristrutturare il bagno in seguito alla volontà di personalizzare una casa appena acquistata mentre il 38% dice di aver avuto bisogno di riadattare la propria abitazione ai cambiamenti delle famiglia o dello stile di vita. Una percentuale delle richieste, circa l’11%%, riguarda ricavare un secondo bagno en suite.

Quali sono le tendenze in fatto di arredo bagno? Gli esperti in interior design di Habitissimo raccontano come lo stile moderno minimalista sia molto in voga in questo momento. Meno ornamenti decorativi in cambio di linee pulite capaci di offrire la massima funzionalità. A questo si affianca il sempre maggior utilizzo della domotica anche in questa stanza della casa per fini economici, ecologici e desiderio di personalizzazione. Perché sempre più spesso il bagno è considerato una stanza dove potersi rilassare e trascorrere del tempo. La tecnologia e arredi che rendano più piacevole la sosta diventano d’obbligo per chi sceglie di ristrutturare. Al di là delle esigenze più pratiche, infatti, il bagno del futuro assomiglia sempre di più ad una spa che ad una semplice stanza di una casa.

Fonte: Ristrutturare il bagno: le ultime tendenze per l’arredo

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Empoli: visita alla città del vetro
in foto: Piazza Farinata degli Uberti. Foto di Paola Pittori

A poca distanza da Firenze si può visitare una città famosa per la lavorazione del vetro. Empoli, forse non è spesso tappa di viaggi turistici, eppure la città toscana ha una notevole importanza storica ed archeologica. Infatti, ad Empoli sono state ritrovate rilevanti tracce di insediamenti umani che risalgono all’epoca paleolitica.

Cosa vedere ad Empoli

Museo del vetro di Empoliin foto: Museo del vetro di Empoli. Foto di Sansa55

L’importanza della produzione del vetro ad Empoli è sottolineata dalla presenza di un museo dedicato a questa arte che racconta la storia della città. La visita di Empoli può iniziare da questo luogo che vi farà scoprire tanti aspetti di una città dalla storia importante. Il museo del Vetro (MuVe) sorge nelle sale che un tempo accoglievano il magazzino del sale, struttura costruita nella seconda metà del XIV secolo nel centro di Empoli per conservare e distribuire il sale proveniente dalle saline di Volterra.

Il centro di Empoli presenta un nucleo storico che si snoda intorno alla centrale piazza Farinata degli Uberti, circondata da portici con al centro una fontana in marmo con due leoni accucciati ai suoi piedi, opera di Luigi Pampaloni del 1827. Uno degli edifici religiosi più importanti del centro di Empoli è la Collegiata di Sant’Andrea, in stile fiorentino – romano. La chiesa, che risale probabilmente al V secolo e successivamente ampliata, presenta una bellissima facciata in marmo di Carrara e marmo verde proveniente dalle montagne di Prato. Nel corso degli anni l’interno della chiesa ha subito molte trasformazioni e molte opere sono esposte nell’adiacente Museo della Collegiata, una galleria che racchiude una collezione di dipinti e sculture rinascimentali. Altra chiesa degna di nota è quella di Santo Stefano, celebre per i suoi frammenti di affreschi quattrocenteschi.

Durante la passeggiata nel centro storico di Empoli si può ammirare il Palazzo Ghibellino appartenuto ai Conti Guidi. Il nome della costruzione deriva da un evento avvenuto nel medioevo, infatti, proprio in questo palazzo si tenne un importante congresso ghibellino. Il Palazzo risale al XI secolo, ma il restauro avvenuto nel XVI secolo ha modificato gran parte dell’edificio originario. Ora è sede del Museo Civico di Paleontologia e dell’Archivio Storico Comunale.

Ad Empoli si trovano anche molte aree verdi. Il parco più conosciuto e più grande è quello di Serravalle, a nord est della città. Un luogo perfetto per passeggiare nella natura a due passi dalla città.

Fonte: Empoli: visita alla città del vetro

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La Valle di Jiuzhaigou e i suoi laghi, un angolo di paradiso in Cina
in foto: Lago dello Specchio – Foto di Jean–Marie Hullot

In Cina esiste un luogo che sembra uscito dalla leggenda più visionaria. Un luogo dove i colori sembrano giocare tra loro fino a inseguirsi e fondersi in tavolozze incantate, tra riflessi e bagliori. Si chiama Jiuzhaigou, la Valle dei Nove Villaggi, ed è situato nel nord della provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina. Il nome deriva dalla presenza di nove insediamenti abitati da genti di etnia tibetana che considerano sacri i corsi d’acqua e le montagne della zona. In effetti, tutto in questa riserva sembra emanare un’aura soprannaturale.

La Valle di Jiuzhaigou è stata dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1992 e Riserva Mondiale della Biosfera nel 1997.  Si estende per 300 km² ed è facilmente raggiungibile in autobus. Fino al 1975, anche per via della sua ubicazione remota, l’area era semisconosciuta; fu solo nel 1982 che il governo cinese decise di trasformarla in un parco nazionale. Jiuzhaigou fa parte della catena dei Monti Min, costituita da impervie rocce calcaree, con un’altitudine media di 2.500 metri sul livello del mare ma che possono superare i 4.500 metri. L’area comprende specchi d’acqua, cascate e una lussureggiante foresta vergine, oltre a una notevole quantità di fauna locale che comprende anche specie in pericolo d’estinzione come il panda gigante, il panda minore o la scimmia dal naso camuso. La zona è ricoperta da boschi e foreste che in autunno si rivestono di affascinanti sfumature gialle, rosse e arancio, regalando visioni di pura poesia ai turisti che affollano il parco soprattutto in questa stagione. Fiore all’occhiello del parco sono i suoi 108 laghi dai colori incantevoli e dai nomi poetici, che affondano le loro radici nella mitologia locale.

I laghi della Valle di Jiuzhaigou

Lago della Tigre – Foto Wikipediain foto: Lago della Tigre – Foto Wikipedia

La Valle di Shuzheng è una delle principali aree turistiche di Jiuzhaigou, con oltre quaranta laghi e corsi d’acqua. Tra questi spiccano il Lago dei Due Draghi, la Spiaggia dei Bonsai, il Lago delle Canne, il Lago Scintillante, il Lago della Tigre, le Cascate di Shuzheng, il Lago del Rinoceronte e le Cascate di Nuorilang.

Il Lago dei Due Draghi è così chiamato per i due speroni di roccia calcarea incastonati nel fondale che ricordano proprio due draghi: secondo la leggenda fu il potente re Gesar, importante figura dell’epica tibetana, a incatenarli sott’acqua. Il Lago Scintillante è così chiamato per le sue acque dal blu cristallino che raggiungono i 9 metri di profondità. Il Lago della Tigre ha questo nome poiché il gorgoglio delle vicine cascate di Shuzheng ricorda un ruggito e poi perché in autunno il colore rossastro degli alberi si riflette nello specchio d’acqua creando l’effetto di una pelliccia tigrata; inoltre, spesso e volentieri si vedono tigri in carne e ossa abbeverarsi nelle sue acque. Il Lago del Rinoceronte è il più grande della valle e permette di ammirare uno splendido paesaggio. Secondo la leggenda, sotto il suo fondale si nasconderebbe un vecchio lama sulla groppa del suo rinoceronte.

Lago dei Cinque Fiori – Foto Wikipediain foto: Lago dei Cinque Fiori – Foto Wikipedia

Nella Valle di Rize troviamo il bellissimo Lago dello Specchio, noto per le sue acque trasparenti che riflettono il cielo e le montagne. Splendido anche il Fiume del Pavone, dalle sfumature verde scuro, oro, blu e zaffiro. La vera star della valle è il Lago dei cinque fiori: la presenza di carbonato di calcio e piante acquatiche dona all’acqua cristallina sfumature multicolori.

Lago Lungo – Foto Wikipediain foto: Lago Lungo – Foto Wikipedia

Nella Valle di Zechawa, che si estende per ben 18 km, troviamo i tre Laghi delle Stagioni e lo Stagno dei Cinque Colori, che risplende di una luce variopinta e trasporta chi lo osserva in un paesaggio da sogno. Il Lago Lungo, il più esteso della valle, presenta una caratteristica forma a S ed circondato da picchi innevati a un’altitudine compresa tra i 3.060 e i 4.457 metri.

Fonte: La Valle di Jiuzhaigou e i suoi laghi, un angolo di paradiso in Cina

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Ragazza alla pari: 4 motivi per sceglierla

Accogliere in casa una ragazza alla pari può essere la scelta giusta per una famiglia con bambini?

Dopo 5 anni di esperienza, posso dire che la risposta è decisamente sì. E vi dico perché.

1. Offre ai bambini competenze preziose

Avere la capacità di parlare una seconda lingua da ai bambini molti vantaggi. Studi scientifici dimostrano che imparare una seconda lingua aumenta le capacità cognitive, la capacità di risolvere problemi e la creatività e la memoria.
Inoltre, conoscere l’inglese può aiutare il bambino negli anni a venire. Essere bilingue può ampliare le loro future opportunità di lavoro.

2. Migliora le competenze in inglese di tutta la famiglia

Uno dei modi migliori per imparare una lingua è quello di impegnarsi in una conversazione con una persona di madrelingua. Questo vale non solo per i bambini ma anche per noi genitori. E’ infatti un’ottima occasione per allenarci ed aumentare il nostro livello se necessario.

3. Sperimenta una nuova cultura

Federico Fellini diceva “Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita.”
Dare ai nostri bambini la possibilità di imparare l’inglese può aiutarli ad avere una migliore visione del mondo, ad avere una maggiore fiducia in sé stessi e ad apprezzare la loro cultura di origine.

4. Accetta le diversità

Essere in diretto contatto con una o più culture diverse, apre gli orizzonti dei bambini e sviluppa il loro carattere. Scegliere una ragazza alla pari sicuramente rende il bambino consapevole delle differenze e più propenso alla loro accettazione.

Anche se molti bambini studiano l’inglese o un’altra lingua a scuola, spesso non hanno una conversazione frequente con una persona di madrelingua. Scegliere una ragazza alla pari permette l’approccio alla lingua in tenera età. Questo è fondamentale per eccellere in una nuova lingua.

COME SCEGLIERE LA RAGAZZA ALLA PARI?

Le alternative sono tante: dalle agenzie ai vari siti web specializzati.
Da qualche anno, però, ho trovato un metodo veloce, sicuro ed economico per scegliere una ragazza alla pari. Ho conosciuto Sara di “Rome Abroad”, che mi ha aiutato a sceglierla a prezzi accessibili.

Sara è un’ex au-pair che ha vissuto per anni a Roma e che a Roma a lasciato il cuore. Adesso, tornata in USA, ha trovato questo modo per mantenere il contatto con l’Italia, aiutando le famiglie a scegliere le ragazze alla pari.

E’ lei stessa diventata mamma nel frattempo. E vi assicuro che anche questo aiuta.

Si occupa della selezione delle ragazze, tenendo conto delle esigenze delle famiglie e del carattere di ognuna. Verifica le referenze e partecipa direttamente alle prime call di contatto, tra famiglie e au pair.


Ecco come fare l’application senza alcun tipo di impegno:

https://www.romeabroad.com/host-home

Post in collaborazione con Rome Abroad

Fonte: Ragazza alla pari: 4 motivi per sceglierla

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Ragazza alla pari: 4 motivi per sceglierla

Accogliere in casa una ragazza alla pari può essere la scelta giusta per una famiglia con bambini?

Dopo 5 anni di esperienza, posso dire che la risposta è decisamente sì. E vi dico perché.

1. Offre ai bambini competenze preziose

Avere la capacità di parlare una seconda lingua da ai bambini molti vantaggi. Studi scientifici dimostrano che imparare una seconda lingua aumenta le capacità cognitive, la capacità di risolvere problemi e la creatività e la memoria.
Inoltre, conoscere l’inglese può aiutare il bambino negli anni a venire. Essere bilingue può ampliare le loro future opportunità di lavoro.

2. Migliora le competenze in inglese di tutta la famiglia

Uno dei modi migliori per imparare una lingua è quello di impegnarsi in una conversazione con una persona di madrelingua. Questo vale non solo per i bambini ma anche per noi genitori. E’ infatti un’ottima occasione per allenarci ed aumentare il nostro livello se necessario.

3. Sperimenta una nuova cultura

Federico Fellini diceva “Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita.”
Dare ai nostri bambini la possibilità di imparare l’inglese può aiutarli ad avere una migliore visione del mondo, ad avere una maggiore fiducia in sé stessi e ad apprezzare la loro cultura di origine.

4. Accetta le diversità

Essere in diretto contatto con una o più culture diverse, apre gli orizzonti dei bambini e sviluppa il loro carattere. Scegliere una ragazza alla pari sicuramente rende il bambino consapevole delle differenze e più propenso alla loro accettazione.

Anche se molti bambini studiano l’inglese o un’altra lingua a scuola, spesso non hanno una conversazione frequente con una persona di madrelingua. Scegliere una ragazza alla pari permette l’approccio alla lingua in tenera età. Questo è fondamentale per eccellere in una nuova lingua.

COME SCEGLIERE LA RAGAZZA ALLA PARI?

Le alternative sono tante: dalle agenzie ai vari siti web specializzati.
Da qualche anno, però, ho trovato un metodo veloce, sicuro ed economico per scegliere una ragazza alla pari. Ho conosciuto Sara di “Rome Abroad”, che mi ha aiutato a sceglierla a prezzi accessibili.

Sara è un’ex au-pair che ha vissuto per anni a Roma e che a Roma a lasciato il cuore. Adesso, tornata in USA, ha trovato questo modo per mantenere il contatto con l’Italia, aiutando le famiglie a scegliere le ragazze alla pari.

E’ lei stessa diventata mamma nel frattempo. E vi assicuro che anche questo aiuta.

Si occupa della selezione delle ragazze, tenendo conto delle esigenze delle famiglie e del carattere di ognuna. Verifica le referenze e partecipa direttamente alle prime call di contatto, tra famiglie e au pair.


Ecco come fare l’application senza alcun tipo di impegno:

https://www.romeabroad.com/host-home

Post in collaborazione con Rome Abroad

Fonte: Ragazza alla pari: 4 motivi per sceglierla

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Rifiuti spaziali ed asteroidi: l’ESA ha un piano a grande respiro

L’ESA in prima linea nella pulizia dai rifiuti spaziali e nella salvaguardia dai pericoli provenienti dallo spazio.

L’Agenzia Spaziale Europea pensa a un piano di difesa attiva del nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio. Uno dei punti del programma messo a punto dalla European Space Agency prevede interventi per ridurre i detriti spaziali, con satelliti più ecologici, e per catturare il maggior numero di quelli esistenti, sviluppando le soluzioni più idonee allo scopo.

La spazzatura, purtroppo, accompagna ovunque la presenza dell’uomo: lo spazio non è stato risparmiato dai rifiuti, anche se in questo caso si tratta di prodotti ad alta tecnologia, frutto della geniale creatività umana. Resta il fatto che pure questi scarti creano inquinamento, rappresentando al tempo stesso un pericolo per le esplorazioni future e…non solo. Necessario, quindi, intervenire, per ridimensionare il problema, passando da una logica più green.

Al tempo stesso l’ESA punta a proteggere il nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio, con studi su sistemi di deviazione della traiettoria degli asteroidi pericolosi per la Terra. Una delle tecniche ipotizzate per scongiurare drammi da impatto sarà sperimentata empiricamente nell’ambito della missione Hera. Questi progetti per la protezione dai rischi che giungono dal cielo verranno illustrati e sollecitati nell’ambito della Conferenza Ministeriale ‘Space19+’ di novembre.

Il piano operativo sta prendendo forma anche in un’altra dimensione, con la nascita di strutture di osservazione, idonee a scorgere i pericoli e ad effettuare una mappatura dei corpi celesti potenzialmente pericolosi, che possono entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Il primo gioiello di questa serie è il rivoluzionario telescopio FlyEye, letteralmente “occhio di mosca”, che nel 2020 sarà installato a Isnello, sulle Madonie (Sicilia), per coprire l’emisfero boreale. Un vero capolavoro, finanziato con 20 milioni di euro (7 dei quali stanziati dall’Italia) grazie a un accordo siglato dall’Agenzia Spaziale Europea con quella italiana (ASI). Un altro finanziamento è stato già previsto, per uno strumento analogo da piazzare probabilmente in Cile, per completare la visione dall’emisfero australe. Anche questa è salvaguardia e protezione attiva della natura.

Fonte | Sky

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L’ESA in prima linea nella pulizia dai rifiuti spaziali e nella salvaguardia dai pericoli provenienti dallo spazio.

L’Agenzia Spaziale Europea pensa a un piano di difesa attiva del nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio. Uno dei punti del programma messo a punto dalla European Space Agency prevede interventi per ridurre i detriti spaziali, con satelliti più ecologici, e per catturare il maggior numero di quelli esistenti, sviluppando le soluzioni più idonee allo scopo.

La spazzatura, purtroppo, accompagna ovunque la presenza dell’uomo: lo spazio non è stato risparmiato dai rifiuti, anche se in questo caso si tratta di prodotti ad alta tecnologia, frutto della geniale creatività umana. Resta il fatto che pure questi scarti creano inquinamento, rappresentando al tempo stesso un pericolo per le esplorazioni future e…non solo. Necessario, quindi, intervenire, per ridimensionare il problema, passando da una logica più green.

Al tempo stesso l’ESA punta a proteggere il nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio, con studi su sistemi di deviazione della traiettoria degli asteroidi pericolosi per la Terra. Una delle tecniche ipotizzate per scongiurare drammi da impatto sarà sperimentata empiricamente nell’ambito della missione Hera. Questi progetti per la protezione dai rischi che giungono dal cielo verranno illustrati e sollecitati nell’ambito della Conferenza Ministeriale ‘Space19+’ di novembre.

Il piano operativo sta prendendo forma anche in un’altra dimensione, con la nascita di strutture di osservazione, idonee a scorgere i pericoli e ad effettuare una mappatura dei corpi celesti potenzialmente pericolosi, che possono entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Il primo gioiello di questa serie è il rivoluzionario telescopio FlyEye, letteralmente “occhio di mosca”, che nel 2020 sarà installato a Isnello, sulle Madonie (Sicilia), per coprire l’emisfero boreale. Un vero capolavoro, finanziato con 20 milioni di euro (7 dei quali stanziati dall’Italia) grazie a un accordo siglato dall’Agenzia Spaziale Europea con quella italiana (ASI). Un altro finanziamento è stato già previsto, per uno strumento analogo da piazzare probabilmente in Cile, per completare la visione dall’emisfero australe. Anche questa è salvaguardia e protezione attiva della natura.

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