Categoria: Animali

La grande migrazione Serengeti è uno degli spettacoli naturali più imponenti e affascinanti della Terra. Ogni anno, milioni di animali attraversano le praterie del Serengeti in un ciclo antico di migrazione, in cerca di pascoli più verdi, in una delle più grandi avventure di sopravvivenza del mondo animale. Questo articolo esplorerà la grande migrazione nel Serengeti, fornendo informazioni chiave su come e quando osservare questo fenomeno naturale unico.

 

Cos'è la Grande Migrazione?

La Grande Migrazione è un fenomeno naturale straordinario, considerato uno dei più grandi spettacoli migratori annuali al mondo. Questo movimento massiccio vede intere mandrie di animali erbivori, principalmente gnu, attraversare vasti territori in cerca di pascoli più rigogliosi e acqua. Il viaggio inizia dal Parco Nazionale del Serengeti, per poi attraversare diverse aree e riserve, formando un ciclo che li riporta infine al punto di partenza.

Questo instancabile peregrinare inizia dopo la stagione delle piccole piogge, tra ottobre e dicembre, quando gli gnu si preparano a sfidare le insidie dei predatori, come coccodrilli e leoni, pronti ad approfittare della migrazione per cacciare. In questo incredibile viaggio, gli gnu percorrono circa 800 km all'anno, con tappe giornaliere che possono raggiungere gli 80 km, in un costante tentativo di sfuggire alla siccità e trovare risorse per sopravvivere.

La migrazione è anche un momento cruciale per la riproduzione: le femmine approfittano dei nuovi pascoli per partorire, favoriscono la crescita dell'erba fresca necessaria per l'alimentazione dei cuccioli. Ogni anno, questo ciclo di vita permette la nascita di mezzo milione di nuovi individui. Inoltre, il passaggio degli gnu contribuisce a mantenere sano l'ecosistema delle pianure: le loro feci fertilizzano il terreno, mentre il calpestio favorisce il rinnovamento del manto erboso.

Il terreno di tufo vulcanico, specialmente nelle zone meridionali tra le Ngorongoro Plains e il Serengeti, offre un habitat ideale per gli gnu durante la migrazione. 

Questa terra fertile, ricca di minerali essenziali come granito, calcio, potassio e carbonato di sodio, è fondamentale per le femmine gravide e in allattamento, assicurando loro le risorse necessarie per nutrire i cuccioli. La Grande Migrazione non è solo un'impressionante dimostrazione di resistenza e istinto di sopravvivenza, ma anche un elemento chiave per la conservazione dell'equilibrio naturale delle savane africane.

 

Quali animali vengono coinvolti dalla Grande Migrazione?

La Grande Migrazione è un fenomeno che coinvolge una vasta gamma di specie animali, rendendola uno degli eventi più spettacolari della fauna selvatica africana. Al centro di questo enorme spostamento troviamo circa 2 milioni di gnu e 300.000 zebre, affiancati da 400.000 gazzelle di Thomson. Questa impressionante concentrazione di vita selvaggia crea una dinamica ecologica di straordinaria importanza per l'ecosistema del Serengeti.

Gnu e zebre sono i principali attori di questa migrazione, con le gazzelle di Thomson che giocano un ruolo significativo nel completare il quadro di questa massiccia movimentazione di specie attraverso le pianure africane. La presenza di predatori quali leoni, ghepardi e iene aggiunge ulteriore drammaticità al fenomeno, sottolineando la lotta per la sopravvivenza che caratterizza questo ambiente.

Interessante è il fatto che solo tre dei "Big Five" – elefante, rinoceronte e bufalo nero – partecipano indirettamente alla migrazione, attraverso la loro presenza nell'habitat attraversato dalla migrazione stessa. Al contrario, leone e leopardo, pur essendo figure emblematiche del Serengeti, non migrano, mantenendo comportamenti territoriali limitati a spostamenti minori.

Questa diversità di specie coinvolte evidenzia la complessità dell'ecosistema del Serengeti e l'importanza della Grande Migrazione come evento chiave per il mantenimento dell'equilibrio naturale e della biodiversità. Ogni animale, dal più piccolo erbivoro ai grandi predatori, contribuisce al ciclo della vita, evidenziando l'interconnessione tra le varie specie e il loro ambiente.

 

Come e quando vederla

Per assistere alla Grande Migrazione, il momento dell'anno in cui decidete di visitare il Serengeti gioca un ruolo cruciale. Ecco una guida su quando e come vivere questa esperienza:

  • Giugno a Settembre: Questo è il periodo ideale per osservare migliaia di gnu migrare verso ovest e nord, attraversando il fiume Mara, dove affrontano coccodrilli del Nilo in attesa.

  • Fine di Dicembre a Marzo: Nel cuore della Ngorongoro Conservation Area, vicino ai laghi Ndutu e Masek, si può assistere alla stagione dei parti. Febbraio, in particolare, offre la vista di numerosi cuccioli appena nati.

  • Aprile a Maggio: Dopo il periodo di svezzamento, anche i cuccioli partecipano alla migrazione, offrendo un'occasione unica per osservare l'intera mandria in movimento.

  • Maggio a Giugno: Per i più avventurosi, è possibile assistere al guado del fiume Grumeti, un momento di alta tensione in cui i predatori cercano di catturare le prede.

  • Ottobre a Novembre: Con l'inizio delle piccole piogge, gli animali ritornano verso la regione settentrionale, attraversando nuovamente il fiume Mara in un ciclo che si ripete anno dopo anno.

Tra le agenzie di viaggio che potrai trovare online, ti consigliamo di visitare il sito web di Tracks of Africa Safari Adventure, dove potrai scoprire una vasta gamma di safari accuratamente progettati per offrirti un'esperienza indimenticabile.

Sul loro sito, avrai la possibilità di personalizzare il tuo viaggio secondo le tue preferenze, scegliendo tra diverse opzioni di alloggio, dai campi di lusso fino alle soluzioni più avventurose e a contatto con la natura.

Concludendo, la Grande Migrazione non è solo uno spettacolo naturale senza pari, ma rappresenta anche un'esperienza indimenticabile che può arricchire il viaggio di nozze o trasformarsi nel viaggio della vita. Un'avventura unica nel cuore dell'Africa, che offre non solo la possibilità di testimoniare la forza e la bellezza della natura, ma anche di creare ricordi che dureranno per sempre.

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Le proteine del pesce, che sono considerate elementi nobili della dieta, contengono una notevole varietà di aminoacidi, tra cui alcuni essenziali che quindi non possono venire sintetizzati dall’organismo.
Ecco perché una dieta bilanciata per cani e gatti dovrebbe contenere un’elevata percentuale di questi composti.

Caratteristiche delle proteine del pesce

Pur essendo sostanze di origine animale come quelle della carne, le proteine del pesce contengono una quantità differente di amminoacidi, che condizionano i loro requisiti nutrizionali. Il loro consumo contribuisce a migliorare tutti i processi metabolici di cani e gatti poiché, trattandosi di macromolecole facilmente digeribili e assimilate con rapidità, entrano in circolo molto velocemente. Per questo motivo i notevoli benefici da esse derivanti consentono all’animale di sentirsi meglio sotto molti aspetti.

Il loro meccanismo d’azione viene completato dalla presenza di minerali, come iodio, selenio, calcio e fosforo, in grado di migliorare l’assimilazione degli aminoacidi a livello intestinale. I mangimi della linea Fish4Dogs Finest si caratterizzano per essere prodotti grain-free e ipoallergenici, completamente a base di pesce e con un profilo nutrizionale del tutto biologico. Grazie all’impiego della patata dolce, un tubero per natura ricco di vitamina B6 e vitamina C, oltre che di potassio, magnesio e ferro, questa linea di alimenti consente di migliorare la lucentezza del mantello. Il pesce, tra l’altro, è una importantissima fonte di taurina, una sostanza indispensabile al gatto, che l’animale non riesce a produrre; ecco perché è fondamentale fare in modo che essa sia sempre presente nel suo regime nutrizionale.

Profilo nutrizionale del pesce

Oltre alla presenza di proteine di elevato valore biologico, contenenti tra l’altro numerosi amminoacidi essenziali, il pesce contiene notevoli quantitativi di acidi grassi polinsaturi omega-3 e omega-6. Queste preziose sostanze sono indispensabili per il buon mantenimento funzionale delle articolazioni e si caratterizzano per effetti antinfiammatori dovuti alla loro attività antiossidante. È proprio grazie al meccanismo d’azione di questi acidi grassi essenziali che in molti casi si ottiene una completa guarigione da dermatiti legate a intolleranze alimentari o a forme allergiche. L’azienda Fish4Dogs produce gustosi alimenti per cani e gatti utilizzando soltanto pesce proveniente dall’industria alimentare umana, che rappresenta un cibo ideale per nutrire senza appesantire l’apparato digerente.

Uno dei principali punti di forza di questa azienda è relativo all’impiego esclusivo di sostanze naturali, perfettamente tollerate anche da animali con un apparato gastro-intestinale particolarmente delicato. Il pesce è del tutto privo di grassi saturi, di colesterolo e di carboidrati, ma fornito di un profilo vitaminico ottimale e di una concentrazione di minerali necessaria per migliorare il metabolismo.

Benefici derivanti dall’alimentazione a base di pesce

Gli acidi grassi polinsaturi omega-3 non vengono prodotti dall’organismo dei cani, che pertanto necessitano di riceverli da una fonte esterna. Questi animali ne hanno estremo bisogno per l’apparato articolare, soprattutto nella terza età, per prevenire artrite, artrosi e osteoporosi. Gli omega-3 e gli omega-6 inoltre sono in grado di rinforzare il sistema immunitario di cani e gatti, contribuendo a prevenire molte malattie e a curarle accorciando i tempi di guarigione. Oltre alla salute del mantello, questi composti migliorano il benessere dell’apparato cutaneo, che risulta adeguatamente idratato, senza mostrare mai episodi di desquamazione tipici della forfora.

Un altro beneficio derivante da un regime nutrizionale a base di pesce si collega alla sua ottima digeribilità e facile assimilazione, che permette all’animale di ricavare l’energia necessaria senza nessun aumento ponderale. Il profilo nutrizionale del pesce infatti è essenzialmente ipocalorico, pur garantendo un adeguato supporto energetico per le funzioni vitali dell’animale.

Ruolo del pesce nello sviluppo di cani e gatti

Pur tenendo conto che cani e gatti sono animali carnivori, è necessario introdurre nella loro dieta adeguati quantitativi di pesce, fin dai primi mesi di vita. Questo alimento infatti fornisce principi nutritivi bilanciati e vari, che risultano estremamente utili nella fase di sviluppo. Per esemplari adulti di ogni taglia, la linea Fish4Dogs Finest comprende mangimi completamente a base di pesce arricchiti con patata dolce, barbabietola e piselli, ricchi di vitamina B6 e vitamina C, di potassio e di magnesio. Si tratta di una linea ipoallergenica indicata anche per animali con intolleranze alimentari.

Per gli animali senior e per quelli sovrappeso (esemplari sterilizzati o molto sedentari), i mangimi a base di proteine del pesce si confermano la scelta ideale sia per il loro apporto di acidi grassi essenziali, sia per il contenuto ipocalorico. Gli ingredienti impiegati nella produzione di alimenti del genere sono volutamente pochi ma di altissima qualità, per consentire agli animali di ogni taglia e di ogni età una digestione particolarmente veloce, che non appesantisce l’apparato gastrointestinale. Dalle proteine alle vitamine, ai minerali, agli acidi grassi essenziali, tutti i componenti del pesce sono composti eccellenti dal punto di vista nutrizionale.

I prodotti Fish4Dogs sono disponibili anche per il mercato svizzero e possono essere ordinati online sul sito www.fish4dogs.ch.

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Le cocorite sono dei volatili molto simili ai pappagallini e rappresentano sicuramente gli esemplari da compagnia più popolari al mondo. Inoltre sono abbastanza facili da curare, anche se essendo decisamente piccoli, risultano vulnerabili ad alcune cose inclusi diversi tipi di alimenti. A tale proposito, molte persone che pensano di allevare le cocorite, a giusta ragione si pongono la domanda cosa mangiano e come organizzargli il cibo, ed è per questo motivo che nel presente articolo cerchiamo di fornire delle risposte esaurienti.
 

Cosa amano mangiare le cocorite?

Le cocorite tra i loro cibi preferiti ci sono un mix di semi, frutta, verdura, legumi e noci. Tutti questi fattori svolgono un ruolo importante in un modo o nell'altro, in quanto si tratta di alimenti in grado di fornirgli l’energia di cui hanno bisogno durante il giorno e vitamine e minerali essenziali alla loro dieta quotidiana. Ci sono tuttavia alcuni cibi pericolosi che non bisogna mai somministrare alle cocorite, ossia quelli che noi esseri umani amiamo consumare frequentemente e non importa quanto potrebbero essere interessate a rosicchiarli. Inoltre, quando si tratta della dieta perfetta per questi esemplari di uccelli, basta fornirgli piccole quantità di cibo che per loro è fondamentale per stilare poi una lista di alimenti vari e sani.
 

Qual è la quantità di semi ideale per le cocorite?

Nella maggior parte dei casi, le cocorite non mangiano più di 1,5-2 cucchiaini di semi e ciò è abbastanza importante poiché questi alimenti non sono completi dal punto di vista nutrizionale, quindi non possono sostituire le vitamine, i minerali, ma anche le proteine ​​di cui hanno bisogno. Verdure e legumi in tal senso sono particolarmente indicati. Premesso ciò, va altresì aggiunto che i cosiddetti pellet (una sorta di pannocchia multiseme) rappresentano un buon modo per tirarsi fuori da una situazione difficile, se ci si sta chiedendo cosa dar da mangiare alle cocorite quando si è fuori casa. Il vantaggio di questa tipologia di pasto è tra l’altro quello di metterli nella mangiatoia e non preoccuparsi che abbiano fame mentre si è al lavoro. La maggior parte dei pellet sono fatti di cereali, quindi bisogna essere consapevoli che non compensano le altre cose necessarie per far crescere sani le cocorite; infatti, hanno bisogno anche di frutta fresca e verdure ogni giorno anche se in piccole quantità. In alternativa ai semi e a frutta e verdura, per soddisfare il fabbisogno alimentare delle cocorite si può optare anche per delle noci. Queste ultime infatti contengono antiossidanti salutari e acidi grassi essenziali del tipo Omega 3, e lo stesso dicasi per mandorle, noci pecan e pistacchi. Da evitare invece sono le arachidi in quanto hanno un’alta probabilità di essere contaminate dalla muffa che non sarebbe così pericolosa se non producesse una letale tossina.
 

Gli alimenti multivitaminici per cocorite

Se per l’alimentazione delle cocorite vanno bene i semi e alcuni tipi di noci ed in entrambi i casi senza eccessi, va detto che anche la frutta come ad esempio la mela, la pera, una banana tagliata a coste, così come le albicocche e altre tipologie di frutta secca sono particolarmente apprezzate da questa specie di volatili oltre che benefici per la loro salute. Anche alcune verdure come la cicoria, il cavolo, il radicchio e la classica foglia di lattuga, rappresentano una vera e propria leccornia per le cocorite. Infine è importante sottolineare che nei negozi tradizionali che vendono animali e relativo mangime, ci sono dei sacchetti preconfezionati contenenti tutti i gruppi alimentari di cui hanno bisogno, e arricchiti con svariate vitamine e proteine ideali entrambe sia per ottimizzare lo stato di salute generale che quello del piumaggio. A margine va aggiunto che anche alcuni store online propongono questi integratori di qualità certificata e a prezzi vantaggiosi.

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Ti capita di associare la parola trasloco con stress? Come rivela una statistica pubblicata da Traslochi Firenze, non esistono tante attività così stressanti come l’organizzazione e l’esecuzione di un trasloco, ma sappi che per il tuo cane lo è ancora di più.

Perché per loro è così difficile cambiare casa? Semplice: perché i cani sono animali territoriali e soffrono molto i cambiamenti. Ovviamente ogni cane è diverso da un altro, quindi non si può a priori escludere che il tuo cane non soffrirà affatto il cambiamento. Però prepararsi all’evenienza può aiutarti molto qualora dovessi essere il proprietario di un cane che soffre molto il cambiamento.

Questo pensiero non deve sconvolgerti: così come il tuo cane potrebbe accusare qualche problema a lasciare la vecchia casa, allo stesso modo si abituerà alla nuova. Quindi tranquillo: anche se dovessi notare un bel po’ di nervosismo in lui, pensa che presto svanirà. E lo farà molto velocemente se cercherai di comprendere perché soffre così tanto il cambiamento e ti comporterai di conseguenza. Anche se lo spazio è completamente diverso da quello a cui era abituato, presto inizierà ad accettare i nuovi spazi, i nuovi odori e le sue nuove abitudini.

Quello del trasloco è un momento in cui dovrai eccellere in tenerezze e cure nei confronti del tuo amico: se sente che tu e la tua famiglia siete vicini a lui, accetterà tranquillamente la sua nuova casa.

Come puoi rendere le cose più semplici al tuo amico?

Durante le fasi preparatorie del trasloco come quella dell’imballaggio e della preparazione di scatoloni, cerca di mettere tutti gli oggetti che gli appartengono insieme e di indicare con un pennarello indelebile lo scatolone che li contiene così da essere pronto a metterli nel suo nuovo ambiente. Questo gli permetterà in parte di sentirsi a casa, con gli odori a cui era abituato, se non con gli stessi spazi.

Non dimenticare mai che il tuo cane si sente a casa se tu sei con lui: dedicagli tempo e lui si abituerà molto prima al cambiamento che ha subito.

Una accorgimento che potrebbe esserti utile è quello di mettere un tuo abito vecchio o qualche oggetto che hai usato e sia impregnato del tuo odore nella sua cuccetta: questo gli potrebbe dare la sicurezza di cui ha bisogno per esplorare il suo nuovo territorio. 

Ricorda che i primi giorni saranno i più duri e ti cercherà spesso per tranquillizzarsi: quindi cerca di lasciarlo solo lo stretto indispensabile, una volta che si sarà abituato ai nuovi spazi tutto potrà tornare pian piano alla normalità. Tieni conto dello stress che ha subito e non aggiungere un altro peso costringendolo a stare senza la sua famiglia per molto tempo. Regalagli il tuo tempo giocando con lui e facendogli capire che tu stai benissimo nei nuovi spazi. Passeggia nei dintorni con lui e lascia che fiuti tutto quello che vuole.

Non si può a priori dire quanto tempo ci metterà il tuo amico a sentirsi a casa, ma con il tuo amore e il tuo sostegno potrai essere sicuro che il tempo sarà sicuramente molto minore.

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Oggigiorno la creazione di pasti per animali non avviene unicamente all’interno delle date singole aziende ma tramite la collaborazione tra università, laboratori di ricerca e enti specifici in modo da creare prodotti estremamente studiati per l’alimentazione di tutti i tipi di animali: cani, gatti, cavalli, galline e così via.

Nel corso del tempo, nella realizzazione di tali alimenti, al fine di garantire la massima qualità ai nostri amici animali e al contempo trasparenza a noi acquirenti, la maggior parte delle aziende si è dotata di importanti certificazioni a dimostrazione del loro impegno. Tra le certificazioni più rilevanti e meritevoli troviamo l’attestato di produzione in Italia, la mancata sperimentazione dei prodotti sugli animali e l’utilizzo di ingredienti a km0. Negli ultimi anni, infatti, la crescente sensibilità e presa di posizione da parte dei consumatori ha ricoperto un ruolo essenziale nello spingere sempre più aziende a intraprendere scelte sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale nella produzione. Ciò su cui ci vogliamo concentrare oggi è una breve analisi del mangime da somministrare ai nostri amici felini e in modo particolare conoscere da vicino le componenti delle crocchette per l’allevamento dei gatti, i nostri fedeli amici a quattro zampe.

Crocchette gustose e di qualità

L’allevamento dei gatti è una pratica molto diffusa all’interno del nostro paese. Sono molti gli amanti del mondo felino che decidono di intraprendere questo percorso per pura passione e raramente per profitto. È dunque importante per chi fa questo mestiere utilizzare e rifornirsi del migliore mangime in commercio in modo da far crescere i mici fin da subito sani e forti.

A seguito di continui studi e ricerche, come menzionati poco sopra, nel corso degli anni sono stati sperimentati e introdotti sempre più alimenti aggiuntivi al fine di creare un’alimentazione completa e funzionale al mantenimento e allo sviluppo di tutti gli apparati e organi dei felini. Se non ne sapete a cosa ci stiamo riferendo vi riportiamo subito alcuni esempi e funzionalità a voi forse poco note.

Ad ogni gatto la linea a sé dedicata

Oltre ai tradizionali ingredienti quali pollo, anatra, agnello, pesce oceanico e cervo per la preparazione delle crocchette sempre più utilizzate sono l’aloe vera che aiuta il sistema immunitario e la rigenerazione della pelle dell’animale, le radici di ginseng che diminuiscono lo stress e favoriscono la vitalità ed infine le infiorescenze di canapa ricche per natura di principi attivi.

A questi si aggiungono i chiodi di garofano, il limone, la curcuma e il rosmarino che si è visto essere utili a fermare l’invecchiamento cellulare e le fibre di canna da zucchero.

Per assicurare pasti adatti a tutti vi sono anche molte linee grain free o gluten free al quale vengono aggiunti altri alimenti quali frutta e verdura senza perdere per questo di gusto o sapore.

Una selezione delle crocchette viene effettuata anche sulla base dell’età del gatto, nei negozi appositi potrete infatti trovare linee dedicate a gatti adulti o giovani oltre che crocchette dedicate apparati digestivi più sensibili o riferibili ad altre patologie non gravi che il vostro gatto può avere.

Dopo avervi fornito una panoramica completa non vi resta che andare nei negozi dedicati e rifornirvi delle confezioni di crocchette in linea con le esigenze del vostro gatto!

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La filaria o filariosi è una patologia che colpisce il cane ed è causata dal Dirofilaria immitis, un parassita che può completare alternativamente il suo ciclo vitale all'interno di un host intermedio, come può essere la zanzara, o nell'organismo del nostro cane, che è invece l’host definitivo.

Seguendo quello che ci dice ESCCAP – European Scientific Counsel Companion Animal Parasites – affermiamo anche noi che l'Italia è purtroppo zona endemica per questo tipo di parassita. Diventa pertanto importantissimo effettuare una profilassi corretta e mettere al riparo il nostro amico a quattro zampe da questa specifica patologia e parassita.

Filaria: il suo ciclo vitale

Al contrario di altri tipi di parassiti che colpiscono cani e gatti – la filaria ha un ciclo vitale molto lungo, che parte in generale dalle zanzare, che si infettano con microfilarie durante la loro fase di nutrizione. Passano poi circa 15 giorni dal contagio primo che ha colpito la zanzara, affinché questa diventi infettante. Con una semplice puntura la zanzara stessa può trasmettere le microfilarie al cane, che vengono poi ospitate, inizialmente, nel sangue del nostro amico a quattro zampe. Il processo che porta le larve a diventare adulte è molto lungo: tipicamente passano tra i 5 e i 6 mesi fino al raggiungimento dell'età adulta.

I parassiti adulti possono raggiungere dimensioni superiori a 30 centimetri e causare morte certa nel cane, motivo per il quale è necessario intervenire tempestivamente, alle prime avvisaglie di infestazione. Successivamente le microfilarie possono essere liberate nel sangue, dando il via ad un processo ora completamente interno, rispetto all'infestazione partita con la zanzara che abbiamo visto poco sopra.

I Sintomi – o la mancanza degli stessi

Purtroppo individuare questo processo per tempo è difficile perché nel percorso che porta dalle micro-filarie alle ben più pericolose filarie adulte, possono esserci segnali troppo deboli per essere riconosciuti. Dobbiamo prestare attenzione a eventuali segnali, quali un eccessivo affaticamento del cane, la tosse e una resistenza all'esercizio fisico di qualunque tipo. In presenza di questo tipo di sintomi, può essere in corso un'infestazione da filaria, per la quale bisogna tempestivamente contattare il veterinario.

Come si può trattare la filaria?

Il primo passo è sempre una terapia atta a distruggere gli eventuali esemplari adulti che sono già ospitati dal nostro cane. In questa circostanza intervenire con le giuste tempistiche è fondamentale per cercare di salvare la vita al nostro cane, purtroppo messa a repentaglio proprio dall'infestazione stessa.

In medicina veterinaria si distinguono quattro diversi stadi della filaria, ovvero Classe I, Classe II, Classe III e Classe IV. Le classi procedono per gravità dell'infestazione, con le prime tre che lasciano maggiori speranze di vittoria e con la quarta che, anche in caso di intervento chirurgico, lascia davvero poche speranze.Per quanto concerne invece la copertura farmacologica, ci si rivolge a prodotti quali la Selamectina e la Moxidectina. Devono essere prescritte sempre dal veterinario e possono interrompere le infestazioni fino alla terza classe.

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Chi ha un gatto sa quanto sia importante e bello averlo sempre con sé. Le esigenze per portare il nostro amico animale con noi sono molteplici ma qualsiasi sia la motivazione, è necessario prendere i giusti accorgimenti e valutare tutte le opzioni possibili per scegliere la soluzione migliore per noi e per il nostro felino.

Ci può venire in aiuto un oggetto che unisce la moda alla praticità e che ha caratteristiche molto diverse dal classico trasportino che eravamo abituati ad utilizzare: lo zaino. Le sue caratteristiche sono davvero numerose ed è essenziale conoscerle prima di procedere all'acquisto. Scopriamole insieme per capire come orientarci nella scelta.

 

Materiale

Innanzitutto si deve considerare il materiale di cui è fatto lo zaino per gatti. Deve essere confortevole sia per l'animale che per chi lo trasporta. Deve essere morbido, così che il vostro gatto possa godersi il viaggio e riposare tranquillamente. Bisogna anche pensare ai tessuti utilizzati: i migliori sono impermeabili nel caso in cui piovesse o se il micio dovesse avere inconvenienti; ma anche traspiranti affinchè, in caso di caldo, non diventi rovente per l'animale e la vostra schiena non sudi troppo.

 

Peso e dimensione.

Siccome dovete viaggiare portando il vostro animale sulle spalle, è bene considerare anche il peso del trasportino. Deve essere certamente resistente ma abbastanza leggero per poterlo sostenere senza fatica. Inoltre, se lo volete con voi sull'aereo, occorre considerare le limitazioni relative al bagaglio che le compagnie impongono per i voli.

Prima di procedere all'acquisto, considerate anche la dimensione del vostro gatto: lo zainetto deve essere innanzitutto comodo per lui ed essere sufficientemente grande e confortevole.
Ricordate che in commercio troverete di sicuro più facilmente trasportini adatti a gatti di taglia media o piccola. 

 

Colore e modello.

Questi trasportini sono sempre più diffusi e ne troverete molti tipi. Non esitate quindi a lasciarvi colpire anche del punto di vista estetico e fatevi guidare dal colore, dalla forma e da tutti quei dettagli che ve lo faranno piacere.

Non trascurate comunque la praticità: considerate che portando un animale con voi avrete bisogno di tasche in cui mettere il cibo, l'acqua e gli accessori di cui necessiterà.
Devono esserci delle aperture che permettano all'animale di prendere sufficiente aria e luce nel viaggio e il passaggio per l'entrata e l'uscita deve essere adeguatamente ampio per il vostro felino.

 

Mezzi di trasporto

Lo zainetto è utile per trasportare il gatto ma ci sono diversi accorgimenti da seguire. Innanzitutto, deve essere omologato per i mezzi pubblici, nel caso in cui si volesse viaggiare in aereo, in treno o in autobus. Prima del viaggio informatevi anche se il gatto potrà viaggiare con voi o se dovrà essere ospitato nel bagagliaio/stiva.

Nel caso dell'automobile invece, il consiglio è quello di prendere una borsa che possa essere legata saldamente ed evitare all'animale viaggi traumatici.

 

Zainetto per gatto sì o no?

Come abbiamo visto, questa moderna e innovativa soluzione può essere davvero utile per chi ama viaggiare o semplicemente deve effettuare brevi spostamenti di routine. È importante valutare una serie di caratteristiche, prima di procedere all'acquisto, capire l'uso che se ne farà, la qualità dei materiali e il peso tollerato.

Non da ultimo, bisogna pensare al gatto che si pensa di portare con sé perché non tutti amano essere trasportati o viaggiare. Se invece il vostro animale non soffre la macchina, è desideroso di stare sempre con voi e soprattutto curioso, lo zaino non vi deluderà!

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Le zecche sono parassiti pericolosi per il nostro cane, perché oltre a prurito e fastidio, possono portare anche delle conseguenze ben più gravi per il nostro amico a quattro zampe. Imparare a riconoscerle, capire le conseguenze della loro presenza e le patologie ad esse collegate, quindi, è un percorso necessario per tutti coloro che vivono con un cane.

Anche sapere come togliere una zecca non è banale – in molti, infatti, procedono con sistemi che non fanno altro che peggiorare la situazione.

Vediamo insieme in questo piccolo vademecum tutto ciò che bisogna sapere sulle zecche. 

Imparare a riconoscere le zecche

Le zecche hanno otto zampe e non sono in grado né di saltare né di volare. Sono di dimensioni ridotte, in genere facilmente visibili a occhio nudo. Il loro volume può però aumentare in modo consistente dopo che queste si siano nutrite di sangue del nostro malcapitato amico a quattro zampe.

Prediligono gli ambienti esterni ed è proprio in questo tipo di spazi che riescono a raggiungere il manto del nostro cane. 

Il cane si accorge del morso soltanto dopo che questo è avvenuto

Le zecche iniettano, in concomitanza con il morso, una sostanza anestetica che contribuisce a rendere l’operazione indolore per l’ospitante. Soltanto in seguito, la zona colpita dal morso diventa rossa a causa dell’infiammazione e comincia a causare prurito nel cane.

Le zecche, poi, non sono parassiti sempre solitari. L’infestazione può essere causata anche da più esemplari in contemporanea – con la problematica aggiuntiva che diversi morsi, soprattutto in un breve lasso di tempo, potrebbero causare anemia.

Le patologie più comuni legate alle zecche del cane

Ci sono diverse patologie che la zecca potrebbe trasmettere anche con un semplice morso. Dalla malattia di Lyme alla Babebiosi, passando anche per Rikettsiosi e Ehrlichiosi. 

Patologie che si manifestano anche con sintomi quali letargia, diarrea, vomito, apatia, inappetenza e febbre alta. Nel caso in cui si sospetti un morso sul nostro cane, consultare nel modo più rapido possibile un veterinario è la strada più idonea da percorrere.

Togliere le zecche al cane: ecco cosa fare 

Non si tratta di un’operazione semplice, soprattutto se è la prima volta che ci troviamo a fronteggiare questi fastidiosi parassiti.

Pinzette

Sono lo strumento ideale, soprattutto se ci rivolgiamo ad un negozio di articoli per animali scegliendo modelli specifici.

La zecca va afferrata all’altezza della testa, cercando di arrivare il più vicino possibile al punto di contatto con la cute del cane. Una volta afferrata, dovremo effettuare un movimento rotatorio, necessario affinché si possa rimuovere anche l’apparato boccale del parassita. In caso contrario, questo potrebbe causare patologie e complicazioni.

Nell’alcol

La zecca andrebbe trasferita in un contenitore riempito di alcool, perché in futuro il veterinario potrebbe avere bisogno di analizzarla, nel caso insorgessero infezioni per il nostro cane derivanti dal morso.

Disinfettare la zona interessata dal morso

Nell’area del morso, sarà necessario disinfettare la cute del cane con un prodotto specifico. Ricorda di essere il più delicato possibile, perché l’area potrebbe essere dolorante e fonte di fastidio per il nostro cane.

Cosa non devi mai fare

Cercare di rimuovere la zecca a mani nude: bisogna sempre proteggersi, possibilmente con dei guanti. Non schiacciare il parassita, perché i fluidi corporei possono essere fonte di infezione e peggiorare la situazione presente e futura del nostro animale.

Non gettare mai la zecca nei rifiuti: potrebbe infatti sopravvivere all’operazione e tornare a infestare di nuovo sia noi che il nostro cane. 

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Avete acquistato da poco un criceto? Benissimo ottima scelta. Ovviamente per farlo sentire il prima possibile a casa sua il consiglio che sentiamo di darvi è quello di acquistare una bella e ampia gabbia. Le migliori gabbie per criceti sono quelle più costose ma se si vuole bene al proprio animaletto sono anche quelle maggiormente consigliate. Andiamo a capirne di più.

Una gabbietta per criceto deve avere degli spazi organizzati al meglio e mettere a disposizione loro l'opportunità di un po' di movimento andando in questo modo a stimolare le funzioni motorie e cognitive. Fra le tante gabbie per criceto presenti in commercio bisogna acquistarne una sufficientemente spaziosa ed elegante magari con una struttura resistente in legno naturale. Ci sono tante fantasie in circolazione con gabbie allegre, colorate, con tubi per i criceti simili alle attrazioni di un vero e proprio luna park e tanto altro.

Migliori gabbie per criceti: ecco cosa bisogna sapere a riguardo

Logicamente va sottolineato che non tutti i roditori sono uguali e i criceti hanno specifiche necessità che vanno prese in considerazione, altrimenti si rischia di stressare questo piccolo animale con il rischio che si ammali. I criceti da questo punto di vista sono molto sensibili e una gabbia molto spoglia senza niente al suo interno può portare ad atteggiamenti di depressione o eccessiva aggressività.

Quando si acquista una gabbia al suo interno in primis va messo un beverino più due mangiatoie. E' importante tenere distanti gli alimenti secchi e quelli freschi cosi da evitare con il tempo la formazione di muffe. Fra i tanti strumenti per intrattenere il criceto quello più apprezzato è la classica ruota, a patto che sia fissata a dovere alla parete o un perno fatto apposta e che sia di materiale plastico pieno. Infatti se si acquistano quelle caratterizzate da fessure possono provare molti incidenti al criceto, che rischia di rimanere incastrato e farsi male. Vi consigliamo ad esempio queste ottime gabbie per criceti cosi da ritrovarvi con un prodotto di ottima qualità.

Conclusioni

Altra cosa che riteniamo essere davvero fondamentale è la presenza di almeno una casa. La casetta per un criceto è, infatti, davvero necessaria questo perché l'animale deve avere a disposizione un luogo dove dormire o rifugiarsi quando ha paura di qualcosa. La scelta sul mercato è ampia. Se proprio non sapete quale gabbia per criceti acquistare chiedete consiglio al negoziante oppure direttamente al veterinario di fiducia.

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Come curare l'otite nel cane. E' questo che si chiedono i proprietari di cani ad oggi. Cerchiamo di scoprirlo in questo nuovo articolo. L'orecchio del proprio amico a quattro zampe, come quello di qualsiasi umano, è suddiviso anch'esso in tre parti, ovvero: padiglione auricolare o orecchio esterno, che è diverso in base alla razza. Serve per convogliare i suoni verso le parti maggiormente interne. L'orecchio medio che è una cassa di risonanza a tutti gli effetti, al cui interno ci sono tre piccole ossa: incudine, staffa e martello che servono ad amplificare i suoni. L'orecchio interno che ha organi di responsabilità di tutte le percezioni dei suoni.

Come curare l'otite nel cane: qual'è la differenza fra l'orecchio di un essere umano e quello di un cane?

La vera differenza fra un orecchio di un cane o quello di un umano qual'è? La principale è rappresentata dal canale uditivo. Negli animali infatti tutto ciò è più profondo e ha una forma a L con una parte prima verticale poi a seguire orizzontale. In qualsiasi razza di cane, tutte le 3 parti dell'orecchio con il tempo possono essere soggette a infiammazioni che vengono chiamate per l'appunto otiti. Queste malattie, come ad esempio può essere la congiuntivite nel cane, vanno a colpire l'orecchio esterno. Se trascurate, inoltre, possono penetrare in profondità e recare danni all'animale.

Otite: quali razze di cani ne sono più soggette?

Qualche razza è soggetta a soffrire di otite più di altre, fra le principali troviamo: cani con pelo abbondante alla base dell'orecchio, cani con orecchie che pendono, cani da caccia, cani che hanno una secrezione maggiore di sebo e per finire cani che hanno problemi dermatologici, disturbi endocrini o ipersensibilità alimentari. In tutti questi soggetti appena menzionati è consigliato controllare con periodicità le orecchie.

In qualsiasi animale, contrariamente a quanti pensano, è fondamentale di tanto in tanto fare un'accurata pulizia delle orecchie cosi da evitare che con il tempo si instaurino odori poco piacevoli. Tutto dev'essere fatto anche per cercare al meglio di prevenire il presentarsi di brutte patologie che se non curate si possono aggravare.

Sintomi di un'otite nel cane: come riconoscerli?

Di solito un cane con otite ha un dolore forte e intenso che difficilmente passa se non curato. Spesso tutto va a manifestarsi quando si tende ad accarezzare la testa dell'animale vicino all'orecchio e il soggetto ha una reazione aggressiva ed eccessiva. Tra l'altro gli amici a quattro zampe tendono a tenere la testa leggermente inclinata da una parte, la muovono di continuo e si grattano vistosamente vicino alle orecchie.

L'orecchio soggetto ad otite tra l'altro può essere particolarmente caldo, sporco e gonfio con all'interno tantissimo cerume che emana uno sgradevole odore. Se avete il sospetto che il vostro cane sia stato colpito da un'otite, chiamate il prima possibile il veterinario di fiducia che potrà darvi la cura migliore per far tornare in forma l'animale

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