Categoria: Go Green

Tra le ultime tendenze nel settore dell'abbigliamento c'è l'utilizzo dei cosiddetti eco tessuti. Una moda sempre più green che strizza l'occhio alla tutela ambientale sostituendo coloranti artificiali con tinte 100% naturali.

Moda ecosostenibile

Creare un capo di abbigliamento rispettando nel contempo l'ambiente

Quando si osserva un vestito, il più delle volte non si immagina che dietro la sua produzione ci sia un consumo impressionante di risorse e un grande impatto ambientale. L'impiego di enormi quantità d'acqua, le elevate emissioni di gas inquinanti e l'utilizzo di sostanze chimiche sono solo alcuni degli aspetti spesso ignorati. Una situazione che diventa insostenibile giorno dopo giorno, anche alla luce di un consumo mondiale di indumenti che crescerà in maniera esponenziale negli anni a venire. È quanto mai opportuno progettare nuovi metodi produttivi che assicurino da una parte maggior rispetto per il pianeta e dall'altra salvaguardino la salute delle persone.

Negli ultimi tempi sono molte le iniziative incentrate sulla creazione di abbigliamento ecofriendly. La più importante riguarda lo sfruttamento di scarti agricoli e alimentari per ottenere pigmenti completamente naturali. La materia prima di partenza sono, ad esempio, foglie di carciofo bianco, scorze del melograno, ricci di castagno oppure residui derivanti dalla potature di piante come ulivi e ciliegi.

Alcuni stilisti hanno portato in passerella collezioni di abiti forestali realizzati con filati o pelli utilizzando materiali come il legno di cipresso, corteccia del sughero, dell'eucalipto o del faggio. Ma non solo, allevatori hanno introdotto per la prima volta in Italia l'alpaca: un mammifero appartenente alla famiglia dei camelidi molto diffuso in Sud America e dalla cui tosatura si ottiene una lana pregiata. Un progetto atto a creare una filiera agrotessile per produrre capi di abbigliamento ecosostenibili.

Tinture naturali: i benefici

Gli eco tessuti trasformano il rifiuto in risorsa e rappresentano un tocca sana contro le allergie

Realizzare filati impiegando sostanze completamente naturali porta a notevoli vantaggi. La materia prima di scarto ha costi irrisori e si può ottenere in grandi quantità, favorendo anche lo smaltimento. Viene attivato un cosiddetto meccanismo di circular economy di produzione a scarto zero, trasformando un ingombrante sottoprodotto da smaltire con ingenti costi in una preziosa risorsa. Per ottenere sensibili risultati è necessario creare dei coloranti naturali su larga scala che possano essere utilizzati, non solo nel settore della moda e del tessile, ma anche nella bioedilizia, cosmetica e nell'alimentare.

L'eco tessuto è una soluzione che va incontro alle necessità di un numero sempre crescente di persone sofferenti di dermatiti allergiche. La maggior parte dei capi di abbigliamento, anche di elevato costo, utilizzano coloranti sintetici e sostanze chimiche che spesso sono la causa di irritazioni cutanee molto gravi. Da non dimenticare che il recupero di scarti agricoli e resti di determinate tipologie di piante, aiuta a riqualificare aree dismesse e tutelare la biodiversità del territorio.

Anche se la via sembra tracciata, la strada da percorrere è molto lunga. L'eco tessuto rappresenta ancora un'eccezione e serve maggior partecipazione e condivisione per creare una filiera che sostenga la produzione con l'utilizzo di fibre e coloranti naturali.

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Mobilità sostenibile: traghetti elettrici a Gothenburg

Traghetti elettrici nel futuro prossimo della città svedese, i cui amministratori puntano sulla mobilità sostenibile e amica dell’ambiente.

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La mobilità sostenibile ed alternativa prevista nell’ecosistema di trasporto ElectriCity di Gothenburg non risparmia il servizio dei traghetti, che vira con decisione verso l’elettrico.

L’importante città della Svezia punta a sviluppare un sistema coerente di e-mobility, gestito al meglio nei suoi aspetti espressivi. Nell’ambito delle reti di collegamento urbano a basse emissioni sarà attivato un servizio di traghetti elettrici Volvo Penta.

Questa è la fase successiva di un progetto che ha già ottenuto un buon successo negli step precedenti, aggiungendo una nuova modalità di trasporto green al servizio di autobus elettrici già attivo in città.

Gli amministratori di Gothenburg credono nel modello di trasporto ElectriCity e si stanno adoperando per fargli prendere piede ad ampio raggio. Il sistema di propulsione navale elettrica per i traghetti destinati alla mobilità ecologica in ambito nautico sarà fornito, come già scritto, da Volvo Penta, che aderisce all’iniziativa in seguito al successo della compagnia gemella Volvo Buses, il cui campo d’azione (come si intuisce dal nome) è quello dei pullman.

Pensato per essere un esempio integrativo del futuro sviluppo urbano pulito e sostenibile, il nuovo traghetto elettrico collegherà entrambi i lati del fiume Göta. Il suo arrivo rafforzerà l’ecosistema ElectriCity di Gothenburg, frutto di una partnership tra industria, università e governo locale.

L’obiettivo di fondo del progetto? Testare, sviluppare ed affermare soluzioni che possano contribuire alla creazione di nuovi sistemi di trasporto sostenibili e attraenti, per aprire nuove opportunità per i viaggi futuri, il trasferimento delle merci e la pianificazione urbana.

L’utilizzo della “formula” elettrica nei sistemi di mobilità pubblica aiuta a risolvere problemi come il rumore e la scarsa qualità dell’aria, oltre a ridurre il consumo di energia e l’impatto dei trasporti sul clima.

Fonte: Mobilità sostenibile: traghetti elettrici a Gothenburg

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Rifiuti spaziali ed asteroidi: l’ESA ha un piano a grande respiro

L’ESA in prima linea nella pulizia dai rifiuti spaziali e nella salvaguardia dai pericoli provenienti dallo spazio.

L’Agenzia Spaziale Europea pensa a un piano di difesa attiva del nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio. Uno dei punti del programma messo a punto dalla European Space Agency prevede interventi per ridurre i detriti spaziali, con satelliti più ecologici, e per catturare il maggior numero di quelli esistenti, sviluppando le soluzioni più idonee allo scopo.

La spazzatura, purtroppo, accompagna ovunque la presenza dell’uomo: lo spazio non è stato risparmiato dai rifiuti, anche se in questo caso si tratta di prodotti ad alta tecnologia, frutto della geniale creatività umana. Resta il fatto che pure questi scarti creano inquinamento, rappresentando al tempo stesso un pericolo per le esplorazioni future e…non solo. Necessario, quindi, intervenire, per ridimensionare il problema, passando da una logica più green.

Al tempo stesso l’ESA punta a proteggere il nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio, con studi su sistemi di deviazione della traiettoria degli asteroidi pericolosi per la Terra. Una delle tecniche ipotizzate per scongiurare drammi da impatto sarà sperimentata empiricamente nell’ambito della missione Hera. Questi progetti per la protezione dai rischi che giungono dal cielo verranno illustrati e sollecitati nell’ambito della Conferenza Ministeriale ‘Space19+’ di novembre.

Il piano operativo sta prendendo forma anche in un’altra dimensione, con la nascita di strutture di osservazione, idonee a scorgere i pericoli e ad effettuare una mappatura dei corpi celesti potenzialmente pericolosi, che possono entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Il primo gioiello di questa serie è il rivoluzionario telescopio FlyEye, letteralmente “occhio di mosca”, che nel 2020 sarà installato a Isnello, sulle Madonie (Sicilia), per coprire l’emisfero boreale. Un vero capolavoro, finanziato con 20 milioni di euro (7 dei quali stanziati dall’Italia) grazie a un accordo siglato dall’Agenzia Spaziale Europea con quella italiana (ASI). Un altro finanziamento è stato già previsto, per uno strumento analogo da piazzare probabilmente in Cile, per completare la visione dall’emisfero australe. Anche questa è salvaguardia e protezione attiva della natura.

Fonte | Sky

Fonte:

Rifiuti spaziali ed asteroidi: l’ESA ha un piano a grande respiro

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Rifiuti spaziali ed asteroidi: l’ESA ha un piano a grande respiro

L’ESA in prima linea nella pulizia dai rifiuti spaziali e nella salvaguardia dai pericoli provenienti dallo spazio.

L’Agenzia Spaziale Europea pensa a un piano di difesa attiva del nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio. Uno dei punti del programma messo a punto dalla European Space Agency prevede interventi per ridurre i detriti spaziali, con satelliti più ecologici, e per catturare il maggior numero di quelli esistenti, sviluppando le soluzioni più idonee allo scopo.

La spazzatura, purtroppo, accompagna ovunque la presenza dell’uomo: lo spazio non è stato risparmiato dai rifiuti, anche se in questo caso si tratta di prodotti ad alta tecnologia, frutto della geniale creatività umana. Resta il fatto che pure questi scarti creano inquinamento, rappresentando al tempo stesso un pericolo per le esplorazioni future e…non solo. Necessario, quindi, intervenire, per ridimensionare il problema, passando da una logica più green.

Al tempo stesso l’ESA punta a proteggere il nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio, con studi su sistemi di deviazione della traiettoria degli asteroidi pericolosi per la Terra. Una delle tecniche ipotizzate per scongiurare drammi da impatto sarà sperimentata empiricamente nell’ambito della missione Hera. Questi progetti per la protezione dai rischi che giungono dal cielo verranno illustrati e sollecitati nell’ambito della Conferenza Ministeriale ‘Space19+’ di novembre.

Il piano operativo sta prendendo forma anche in un’altra dimensione, con la nascita di strutture di osservazione, idonee a scorgere i pericoli e ad effettuare una mappatura dei corpi celesti potenzialmente pericolosi, che possono entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Il primo gioiello di questa serie è il rivoluzionario telescopio FlyEye, letteralmente “occhio di mosca”, che nel 2020 sarà installato a Isnello, sulle Madonie (Sicilia), per coprire l’emisfero boreale. Un vero capolavoro, finanziato con 20 milioni di euro (7 dei quali stanziati dall’Italia) grazie a un accordo siglato dall’Agenzia Spaziale Europea con quella italiana (ASI). Un altro finanziamento è stato già previsto, per uno strumento analogo da piazzare probabilmente in Cile, per completare la visione dall’emisfero australe. Anche questa è salvaguardia e protezione attiva della natura.

Fonte | Sky

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Rifiuti spaziali ed asteroidi: l’ESA ha un piano a grande respiro

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