Categoria: Go Green

Vuoi sapere di più su chi contribuisce di più per aumentare il nostro inquinamento ambientale? Continua a leggere questo articolo per scoprirlo. Tuttavia, per ridurre l’inquinamento non devi fare altro che smaltire e riciclare nel modo giusto. Per questo motivo, se hai un’azienda che produce scarti di lavorazione, puoi semplicemente farti aiutare da un’azienda del settore e chiedere un preventivo per il noleggio cassoni rifiuti per smaltire correttamente ciò che scarti. Soltanto in questo modo potrai sentirti partecipe della lotta contro l’inquinamento del nostro pianeta.

Inquinamento ambientale dovuto a stabilimenti industriali e attività produttive

Le emissioni di questi impianti devono essere i maggiori responsabili dell'inquinamento ambientale. Industrie come le concerie, la fusione del piombo, l'estrazione mineraria, la lavorazione dei minerali e la produzione di prodotti chimici e prodotti industriali in genere sono i maggiori responsabili dell’inquinamento terrestre.

La maggior parte delle materie prime viene lavorata per ottenere il prodotto finale, attraverso l'uso di sostanze chimiche tossiche che contengono elementi tossici come cadmio, piombo, cromo e mercurio. Quando questi inquinanti finiscono nelle acque sotterranee e nel suolo, contaminano l'acqua che beviamo e il cibo che mangiamo. I sottoprodotti di questi processi produttivi includono gas nocivi, come monossido di carbonio, anidride carbonica e anidride solforosa, che causano il grave problema dell’effetto serra.

Inoltre, inquinano l'aria e potrebbero contribuire alla scarsa visibilità. Alcuni di questi gas sono anche nocivi se inalati e potrebbero anche produrre piogge acide, che influenzano tutto ciò che tocca, inclusa la fauna marina e il cibo, tipo frutta e verdura, che mangiamo.

Combustione di combustibili fossili

La combustione dei combustibili fossili è la ragione principale per cui abbiamo nuvole di smog e cattiva qualità dell'aria nelle aree urbane. Tale combustione viene effettuata in centrali elettriche che utilizzano combustibili fossili per generare calore ed emissioni da automobili e altri veicoli. Il risultato è monossido di carbonio, ossido di azoto, piombo, particelle di polvere e composti organici volatili (COV) che, quando rilasciati nell'aria, creano nuvole di smog.

I veicoli a motore sono responsabili di gran parte dell'inquinamento da monossido di carbonio nel mondo. L'industria dei trasporti causa il 14% delle emissioni di gas serra a livello globale. I Paesi a basso reddito bruciano ancora carbone derivante dalla legna, producendo ossidi e diossidi di carbonio e particelle di polvere.

Agricoltura

Questo è un altro contributo significativo all'inquinamento nel mondo. La coltivazione delle colture richiede l'uso di pesticidi e fertilizzanti che avvelenano lentamente il terreno. Questi prodotti tossici si infiltrano anche sottoterra e avvelenano i bacini idrici sotterranei e i fiumi. L'allevamento del bestiame richiede anche una forte scarsità di risorse idriche. Questo potrebbe provocare un eccessivo pascolo ed è il motivo per cui la maggior parte delle foreste viene abbattuta.

Allevarli si traduce anche in inquinamento atmosferico. Ad esempio, l'allevamento di bestiame per il cibo emette il 5% di tutte le emissioni di gas serra poiché rilasciano enormi quantità di metano nell'atmosfera. I bovini sono la specie animale responsabile della maggior parte delle emissioni, rappresentando circa il 65% delle emissioni del settore zootecnico.

Inquinamento ambientale dovuto agli esseri umani

Come dimenticare l'impatto che l'uomo ha sull'ambiente? Gli esseri umani, nella loro esplorazione, hanno escogitato tutte queste tecnologie che, sebbene hanno portato grandi cambiamenti, stanno mettendo a dura prova l'ambiente. Non dimentichiamoci delle discariche, dove amiamo davvero depositare i rifiuti che abbiamo. Le discariche crescono ogni giorno di più. Qui i rifiuti vengono sepolti nel sottosuolo.

Sebbene le discariche dovrebbero aiutare la spazzatura a decomporsi, la verità non è che tutta la spazzatura si decompone da sola in un paio di secoli, come ad esempio la plastica. Le discariche emettono metano come sottoprodotto del processo di decomposizione, che è un gas serra, circa 30 volte più potente dell'anidride carbonica quando si tratta di intrappolare il calore. La decomposizione dei rifiuti potrebbe anche penetrare nei corsi d'acqua sotterranei e contaminare l'acqua fresca e potabile.

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Mirko Ravicini è un imprenditore di Pescara a capo delle aziende Abruzzo Servizi e Punto Garden. Molto attivo sul web, attraverso il suo blog e le sue partecipazioni a magazine di settore, Mirko Ravicini di Abruzzo Servizi offre una serie di approfondimenti in materia di servizi per la manutenzione del verde pubblico e privato. Continuate a leggere!

Igiene urbana: manutenzione del verde pubblico e delle isole pedonali.

In questo articolo troverete maggiori informazioni riguardo le isole pedonali, le aree di verde pubblico e la loro manutenzione. In particolar modo ci andremo a soffermare sui seguenti argomenti:

  • Definizione esatta di verde pubblico e isole pedonali.
  • Censimento e classificazione.
  • Chi si occupa del mantenimento di queste aree.

Definizione di queste aree con Mirko Ravicini.

Isola pedonale: Per isola pedonale si intende un’area urbana all’interno della quale è permessa esclusivamente la circolazione di pedoni e biciclette, le quali a volte possono essere escluse da queste zone. Queste zone vengono regolamentate dall'Art. 3 comma 1 n.2 del Codice della Strada e possono essere fatte delle eccezioni solo per la circolazione di veicoli usati in caso di emergenza, come ambulanze o veicoli designati per il trasporto di persone con disabilità

Verde pubblico: Per verde pubblico si intende tutte quelle aree del territorio urbano che sono composte in maggioranza da elementi naturali. A questa categoria, tra i tanti tipi di aree di verde pubblico, appartengono:

  • Parchi e giardini
  • Rotonde e sparti traffici piantumati
  • Viali alberati e aiuole

Censimento e classificazione: Il censimento delle aree verdi è un’operazione molto importante perché permette che la manutenzione e l’espansione di queste aree avvengano in maniera corretta. Infatti, censendo in maniera dinamica le aree verdi del proprio territorio urbano, è possibili gestire queste aree verdi in maniera ottimale rendendo possibile e facile la fruizione del polmone verde della città ai proprio abitanti.

Per quello che riguarda le isole pedonali, tale status viene attribuito ad una zona per un tot di anni e, per continuare a beneficiare del titolo di isola pedonale, è necessaria una proroga che consentirà all’area di mantenere questa classificazione fino alla sua scadenza.

Chi si occupa della manutenzione di queste aree?

La manutenzione del verde pubblico, ci ricorda Mirko Ravicini, viene affidato a ditte private da ogni comune tramite un bando. Il bando, solitamente di durata di diversi anni, viene infatti indetto per affidare l’esclusiva della manutenzione di queste aree a uno dei partecipanti che dovrà adempiere al proprio dovere rispettando le tempistiche e le direttive del comune il quale dovrà supervisionare che la manutenzione avvenga con le giuste modalità.

Il vincitore del bando dovrà, utilizzando i propri lavoratori e le proprie risorse, svolgere tutte le operazioni necessarie per la pulizia, come lavori di potatura e altre operazioni simili, e per evitare che queste aree si espandano all’infuori dell’area nella quale sono state collocate.

Gli addobbi natalizi per il giardino di casa – RASSEGNA STAMPA DICEMBRE 2020 – I 10 addobbi natalizi immancabili secondo Mirko Ravicini di Abruzzo Servizi.

Natale è, di certo, il periodo più bello, magico e atteso dell’anno. Così, con largo anticipo, si inizia ad addobbare case, strade, piazze, vicoli, ma in pochi pensano di decorare il giardino di casa. Infatti, sono molte le idee da poter realizzare per poter costruire addobbi natalizi per il giardino di casa, dando sfoggio alla fantasia e alla creatività. Infatti, gli spazi esterni sono poco usati in inverno, ma nel corso delle festività natalizie diventano gli angoli più adatti per essere illuminati e decorati in modo originale e divertente. In questo modo, anche in outdoor si respirerà un’aria più calda, accogliente, familiare, quasi un anticipo di quanto poi sarà stato allestito all’interno dell’abitazione. Esistono molti modi per arredare un giardino secondo lo stile tipicamente natalizio, ma molto dipende dallo spazio di cui si gode e che si ha a disposizione. Luci, colori e ghirlande di Natale sono gli elementi tipici, che si possono usare per gli addobbi nel giardino di casa, da realizzare magari anche con materiali di recupero e di riciclo, che hanno uno scarso impatto sull’ambiente, quali corde, pezzi di legno e pigne. A tal proposito, è possibile stilare un elenco di addobbi natalizi per il giardino di casa, di facile realizzazione, ma ricchi di creatività. Tra le idee più creative ed originali, è possibile trovare:

1. Tronchi di legno decorati con i colori e la faccia di Babbo Natale. Per realizzare queste semplici decorazioni, sono sufficienti dei tronchetti di legni, dalla base dritta, ma dalla superficie tagliata in obliquo. Proprio questa superficie si potrà agire, colorando e disegnando il viso di Babbo Natale con pennelli e colori;

2. Lanterne da costruire con lo spago: dotati di un semplice spago e giocando con una serie di intrecci più o meno complessi, è possibile realizzare delle vere e proprie lanterne per decorare il giardino di casa;

3. Vasi con pigne e palline da decorazione. Per realizzare questo addobbo, sarà sufficiente avere a disposizione dei vasi in plastica di diverse misure, preferibilmente tondi ed in questi, giocando di fantasia, inserire vecchie palline natalizie, pigne e rami di pini;

4. Luci natalizie al di fuori delle finestre a forma di lunghe catene: avendo a disposizione semplici luci da addobbo da usare in outdoor, sarà sufficiente legarle tra loro con un filo e un corda, per poi appendere le catene di luce al di fuori delle finestre o del terrazzo, sul gazebo o tra gli alberi e i cespugli del giardino;

5. Lanterne rosse in ferro battuto, che possono essere disposte lungo il viale di casa, per illuminare nel corso della notte e dare quel tocco di magia ed eleganza a tutta l’abitazione;

6. Pupazzo di neve con un vecchio abete di Natale. Se per questo Natale la casa avrà un nuovo albero, il vecchio può essere posto nel giardino e trasformato in un pupazzo di neve, ricco di luci, addobbi e colori;

7. Ghirlanda a forma di pupazzo di neve, realizzata semplicemente con filo di ferro, utile per abbellire la porta di ingresso o un qualsiasi punto dell’abitazione, posto in outdoor;

8. Vecchie gomme per auto, trasformate in pupazzo di neve. Vecchi pneumatici per le macchine, dipinti con la vernice bianca, addobbati con una sciarpa, un paio di cuffie di lana ed un piatto di plastica dipinto ed inserito nel centro della prima ruota si trasformano in un bellissimo pupazzo di neve, originale ed innovativo;

9. Palloncini decorati come palline per l’albero di Natale. L’idea, anche in questo caso è semplice, ma innovativa. Basta avere a disposizione palloni gonfiabili di grossa dimensione, per poi decorarli in modo fantasioso, seguendo il cuore e l’ispirazione;

10. Renne natalizie in legno, realizzate con tronchi di legno, doppi per realizzare il corpo e più sottili per costruire gli arti dei simpatici animali “amici” di Babbo Natale. Pertanto, le idee per decorare il giardino con addobbi natalizi sono davvero tante. Con poco materiale, senza spendere molto, ma usando solo tanta fantasia anche il giardino di casa potrà rispecchiare pienamente la magia del Natale

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La casa tedesca Volkswagen propone una vasta gamma di vetture con motore ibrido, create per soddisfare le esigenze di chi desidera muoversi in maniera sostenibile. I motori Plug-in Volkswagen sfruttano una doppia tecnologia, elettrica e a combustione, per offrire il massimo delle prestazioni al minimo delle emissioni e dei consumi.

Volkswagen propone una vasta gamma di vetture con motore ibrido, create per soddisfare le esigenze di chi desidera muoversi in maniera sostenibile. I motori Plug-in Volkswagen sfruttano una doppia tecnologia, elettrica e a combustione, per offrire il massimo delle prestazioni al minimo delle emissioni e dei consumi.

Il sistema di gestione unisce la potenza dei due propulsori e mantiene costante la carica della batteria. Grazie alla tecnologia Plug-in, potrai guidare un’auto che ti offre numerosi vantaggi sia in termini di risparmio che di sostenibilità ambientale.

Sistema Start&Stop e recupero energia in frenata

Il due motori delle Plug-in Volkswagen, a benzina ed elettrico, si adeguano alle diverse esigenze di guida e vengono utilizzati dall’auto in maniera flessibile. La tecnologia Start&Stop li spegne automaticamente entrambi quando si è fermi al semaforo o in attesa di ripartire, per risparmiare carica e carburante .

In fase di frenata il motore elettrico si comporta da alternatore e va a ricaricare la batteria. Ogni volta che premerai il freno avrai un po’ di energia in più, utile per aumentare l’autonomia. L’energia rilasciata in frenata viene convertita in carica dall’alternatore, attraverso un sistema di recupero.

Il motore elettrico di propulsione viene commutato in modalità alternatore e va a riportare l’elettricità alla batteria, dove viene stoccata per essere utilizzata in seguito. Nessuno spreco quando si è alla guida di un’auto Plug-in della casa tedesca Volkswagen.

Mentre quando si preme l’acceleratore a fondo, si avviano entrambi i motori, così avrai il massimo della potenza quando serve. Le partenze saranno rapide e i sorpassi veloci.

Sulla plancia è possibile monitorare il funzionamento dell’auto, per sapere in ogni momento quale dei due motori è in funzione.

Ricarica della batteria: con tre modalità

La batteria può essere ricaricata sia tramite la presa domestica Schuko che utilizzando le stazioni di ricarica pubbliche con presa Mennekes. In casa è possibile anche installare una stazione wallbox per velocizzare i tempi di rifornimento.

Con la presa domestica i tempi di ricarica sono di 3 h e 45 minuti, mentre alle stazioni pubbliche e installando una wallbox, si accorciano a 2 h e 15 minuti. In poche ore potrai rimetterti alla guida della tua vettura Plug-in Volkswagen, potendo sfruttare tutte le prestazioni del suo motore elettrico.

Autonomia alla guida

Viaggiando su una vettura ibrida Plug-in Volkswagen in modalità 100% elettrica, si raggiunge un’autonomia di circa 50 km. Potrai muoverti senza emissioni e senza rumori sulle medie distanze, rispettando la natura in ogni suo aspetto. In più non perderai potenza scegliendo la guida elettrica, le vetture si avvalgono di una coppia prestante e hanno una velocità massima più che soddisfacente.

Diverse modalità di trazione

Le auto ibride Plug-in Volkswagen hanno diverse modalità di trazione che si adeguano alle tue esigenze:

  • 100% elettrica;
  • Ibrida Plug-in;
  • Sportiva;
  • Ricarica.

Scegliendo la modalità 100% elettrica si attiva soltanto il motore elettrico. L’opzione è comoda se ci si muove nel centro cittadino o nelle zone a traffico limitato (ZTL). Utilizzando la modalità ibrida Plug-in i due motori collaborano e lavorano in sinergia, mantenendo costante la carica della batteria.

Con la modalità sportiva si possono sfruttare al meglio le prestazioni dei due propulsori e combinarne la potenza, per una guida scattante e confortevole. E se dovessi restare senza energia puoi scegliere la modalità ricarica e usare il motore termico come un vero e proprio caricabatterie.

Create per soddisfare le esigenze di chi desidera muoversi in maniera sostenibile. I motori Plug-in Volkswagen sfruttano una doppia tecnologia, elettrica e a combustione, per offrire il massimo delle prestazioni al minimo delle emissioni e dei consumi.

Il sistema di gestione unisce la potenza dei due propulsori e mantiene costante la carica della batteria. Grazie alla tecnologia Plug-in, potrai guidare un’auto che ti offre numerosi vantaggi sia in termini di risparmio che di sostenibilità ambientale.

Sistema Start&Stop e recupero energia in frenata

Il due motori delle Plug-in Volkswagen, a benzina ed elettrico, si adeguano alle diverse esigenze di guida e vengono utilizzati dall’auto in maniera flessibile. La tecnologia Start&Stop li spegne automaticamente entrambi quando si è fermi al semaforo o in attesa di ripartire, per risparmiare carica e carburante .

In fase di frenata il motore elettrico si comporta da alternatore e va a ricaricare la batteria. Ogni volta che premerai il freno avrai un po’ di energia in più, utile per aumentare l’autonomia. L’energia rilasciata in frenata viene convertita in carica dall’alternatore, attraverso un sistema di recupero.

Il motore elettrico di propulsione viene commutato in modalità alternatore e va a riportare l’elettricità alla batteria, dove viene stoccata per essere utilizzata in seguito. Nessuno spreco quando si è alla guida di un’auto Plug-in della casa tedesca Volkswagen.

Mentre quando si preme l’acceleratore a fondo, si avviano entrambi i motori, così avrai il massimo della potenza quando serve. Le partenze saranno rapide e i sorpassi veloci.

Sulla plancia è possibile monitorare il funzionamento dell’auto, per sapere in ogni momento quale dei due motori è in funzione.

Ricarica della batteria: con tre modalità

La batteria può essere ricaricata sia tramite la presa domestica Schuko che utilizzando le stazioni di ricarica pubbliche con presa Mennekes. In casa è possibile anche installare una stazione wallbox per velocizzare i tempi di rifornimento.

Con la presa domestica i tempi di ricarica sono di 3 h e 45 minuti, mentre alle stazioni pubbliche e installando una wallbox, si accorciano a 2 h e 15 minuti. In poche ore potrai rimetterti alla guida della tua vettura Plug-in Volkswagen, potendo sfruttare tutte le prestazioni del suo motore elettrico.

Autonomia alla guida

Viaggiando su una vettura ibrida Plug-in Volkswagen in modalità 100% elettrica, si raggiunge un’autonomia di circa 50 km. Potrai muoverti senza emissioni e senza rumori sulle medie distanze, rispettando la natura in ogni suo aspetto. In più non perderai potenza scegliendo la guida elettrica, le vetture si avvalgono di una coppia prestante e hanno una velocità massima più che soddisfacente.

Diverse modalità di trazione

Le auto ibride Plug-in Volkswagen hanno diverse modalità di trazione che si adeguano alle tue esigenze:

  • 100% elettrica;
  • Ibrida Plug-in;
  • Sportiva;
  • Ricarica.

Scegliendo la modalità 100% elettrica si attiva soltanto il motore elettrico. L’opzione è comoda se ci si muove nel centro cittadino o nelle zone a traffico limitato (ZTL). Utilizzando la modalità ibrida Plug-in i due motori collaborano e lavorano in sinergia, mantenendo costante la carica della batteria.

Con la modalità sportiva si possono sfruttare al meglio le prestazioni dei due propulsori e combinarne la potenza, per una guida scattante e confortevole. E se dovessi restare senza energia puoi scegliere la modalità ricarica e usare il motore termico come un vero e proprio caricabatterie.

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L'inquinamento incontrollato causato dai rifiuti presenti sul suolo terrestre, come sappiamo ha causato moltissimi impatti negativi sull'ambiente e sulla salute pubblica. per questo motivo è sempre più importante attuare un corretto piano di riciclaggio e di smaltimento rifiuto affidandosi anche, se necessario, ad una ditta competente in materia come ad esempio la Nova Ecologica, leader anche nel settore dell'autospurgo a Roma.  

Oggi in questo articolo vedremo un diverso tipo di riciclo che prevede il riuso delle acque grigie.

Che cosa sono?

Tutta l'acqua della nostra casa, tranne quella presente nel WC, si può considerare appartenente alle “acque grigie”. Avremo quindi così l'acqua della doccia, l'acqua della lavatrice, del lavandino, della lavastoviglie, ecc. Basta solo immaginare quanta acqua viene sprecata e consumata in questo modo senza contare che tra le acque grigie possiamo annoverare anche l'acqua piovana e l'acqua prodotta dal condizionatore.

Raccogliendo tutta quest’acqua domestica e riciclando la si può senz'altro abbattere il costo della bolletta dell'acqua e ridurre il consumo di quella votabile fino anche al 30%.

Come si riciclano?

La maniera più semplice e veloce per il per cominciare a raccogliere le acque grigie e quello di acquistare dei grandi bidoni o secchi dove raccogliere tutte le acque grigie di casa vostra. Se poi avete la possibilità di raccoglierle con un sistema differente rispetto a quello delle acque nere e se potranno essere riciclate già nel giardino di casa oppure conservate ed usate in seguito.

Esistono due modi per riciclare queste acque: attraverso la depurazione o senza di essa. In quest'ultimo caso potrete utilizzare direttamente l'acqua per il pc o nel caso dell'acqua piovana che è abbastanza pulita anche per il giardino considerata la mancata presenza di sostanze chimiche come i saponi.

Altri possibili impieghi

L'impiego delle acque grigie non si ferma soltanto all’irrigazione, anche.se questo è decisamente l'utilizzo più comune in quanto le particelle di cibo contenute nell'acqua del lavandino, vengono utilizzate dalle piante come nutrienti e favoriscono la loro crescita. se invece parliamo delle acque provenienti da lavatrice lavastoviglie in cui è presente il sapone, allora, queste sono tossiche per le piante ma possono essere degradati, ad esempio, dalla fitodepurazione di alcune piante acquatiche.

Le acque grigie trattate con la filtrazione e la digestione microbica, inoltre, possono essere usate per lavare o nei servizi igienici per evitare lo spreco delle cosiddette "acque bianche".

Come trasformarle in acqua potabile

Per trasformare le acque grigie in acqua quasi potabile vi sono vari sistemi che si basano su processi soft (i quali non prevedono quindi distillazione o ultrafiltrazione mediante membrane) Con metodi biologici naturali quali la fitodepurazione oppure mediante sistemi meccanici come il filtraggio con la sabbia, la lava o l'utilizzo di radiazioni UV.

Inoltre, possibile utilizzare vari sistemi contemporaneamente per una depurazione con due oltre stadi. Nello specifico, con la tecnica della fitodepurazione viene sfruttata la capacità di autodepurazione propria degli ambienti acquatici naturali (stagni) in cui sono presenti specifiche piante (es. canna palustre) che favoriscono la crescita di microrganismi capaci di depurare l'acqua.

Attenzione!!!

Per quanto le acque grigie possono essere pulite vi consigliamo di non utilizzare mai per bere o per cucinare infatti, questa può contenere alcuni agenti patogeni che risultano pericolosi per la nostra salute ed una quantità di microbi e impurità maggiore.

 

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Conosciuto dai più come il Paradiso delle Marche, il monte Conero, è un'altura che si affaccia a picco sul mar Adriatico nei pressi di Ancona. Il nome Conero, deriverebbe dal greco e significa Komaros, ovvero corbezzolo, un albero che costituirebbe la vegetazione dell'intera area. Questo monte è alto 572 metri, grazie allo spettacolare paesaggio circostante e anche grazie all'unicità della flora e della fauna locale, dal 2018 l Riviera del Conero è stata riconosciuta Patrimonio nazionale dell'Unesco. Tutte queste peculiarità hanno fatto si che sempre di più questa zona diventasse meta di scalate, escursioni e luogo di vacanze in montagna.

Le migliori escursioni da fare sul monte Conero:

Se si sceglie quindi questa meta per trascorrere le proprie vacanza, si saprà che qui si potrà sfruttare al meglio le potenzialità della montagna abbinata a quella del mare.
Si consiglia quindi di ricercare una casa vacanza a porto Recanati, per poter assaporare al meglio tutte le sfaccettature di questo magnifico posto.
Il Monte Cunero offre ben diciotto percorsi da fare in famiglia o da soli, in bicicletta, a piedi o addirittura a cavallo.
Questi percorsi sono adatti a chi ama l'avventura e per chi voglia godersi gli scenari mozzafiato della baia, potendo anche scattare foto.

Belvedere Nord:

Questo percorso in particolare viene consigliato per la sua bellezza perchè permette di poter scrutare i due faraglioni chiamati "Le Sorelle". il percorso dura circa 45 minuti e va intrapreso dalla frazione Poggio. Ovviamente è tutto in salita, ma chi l'ha fatto afferma che non sia per nulla faticosa, anche perchè i sentieri sono piuttosto larghi e il tragitto è molto piacevole. Inoltre il percorso è accompagnato da alberi che soprattutto d'estate forniscono ombra. Arrivati a destinazione e possibile ammirare dall'alto Fortino Napoleonico, il laghetto di acqua salata, la Torre Clementina e la Chiesetta di Santa Maria di Portonovo.

Belvedere Sud:

Il percorso del Belvedere sud ha più punti di partenza, quello più scelto è il Bivio del monte Conero. Il percorso è molto amato dai turisti perchè permette di percorrere il passo del Lupo. L'unico aspetto negativo è che bisogna percorrere un tratto del percorso in automobile quello asfaltato, arrivare fino alla zona dove si trova il bar e magari rifocillarsi e poi da lì proseguire a piedi. Il persorso seppur lungo puç essere facilmente praticato anche dai bambini, basterà attrezzarsi con le giuste scarpe da trakking. Un altro percorso davvero mozzafiato per raggiungere il Belvere Sud, è quello che parte dal cimitero di Sirolo.

Escursioni Storiche:

I persorci descritti fino ad ora sono quelli più frequentati, ma altrettanto belle sono le escursioni storiche che permettono di scoprire le incisioni rupestri e le bellissime grotte Romane.

La strada del Vino:

All'interno del Parco del Conero ci sono percorsi che vanno affrontati con l'ausilio di guide esperte, per apprezzare in totale sicurezza, le bellezze locali.
Un percorso questo pensato per far amare l'enogastronomia locale, visto che su questo promontorio vengono coltivati viti, da cui si producono vini apprezzai in tutto il mondo come: Il rosso Conero DOC con la sua versione riserva, il rosso Piceno Doc, Lacrima di Morro d’Alba, Colli Maceratesi e Verdicchio di Matelica DOC.

Traversa dei sassi neri:

Questo prevede una percorrenza di 45 minuti ed è molto semplice adatto anche ai più piccini.

Come detto sono ben 18 i percorsi tutti valgono la pena di essere intrapresi.

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Le buste biodegradabili personalizzate per negozi rappresentano uno strumento fondamentale sul fronte del marketing aziendale: vediamo ora per quale motivo questo strumento deve essere sfruttato e quali benefici vengono apportati al proprio negozio, o alla propria attivit.

Spesso ci si dimentica che oggi, la tematica ambientalista, è divenuta molto più importante rispetto a quanto si possa immaginare, il rispetto per l’ambiente e l’eco compatibilitò dei prodotti sono punti fondamentali da affrontare, anche per le attivitò commerciali.

Un negozio che sceglie di sfruttare questo tipo di strumento viene apprezzato maggiormente dai propri clienti, visto che questo atteggiamento tende a palesare una voglia di cambiamento e rispetto ambientale che piace ai clienti.

Pertanto si tratta semplicemente di dare, agli stessi acquirenti, la dimostrazione che determinati argomenti non passano assolutamente inosservati, dettaglio molto importante da tenere bene presente nella propria mente.

Le buste biodegradabili e la personalizzazione

Ovviamente occorre prendere in considerazione anche un ulteriore e fondamentale dettaglio, ovvero quello strettamente collegato alla personalizzazione delle buste biodegradabili.

Questa, infatti, non solo tende a essere piacevole in quanto è caratterizzata da elementi che non sono sottoposti a particolari processi che ne intensificano la durata, ma possono essere anche sottoposti a una personalizzazione completa.

Ciò permette di inserire loghi e informazioni varie nella busta e sul fronte marketing tale scelta rappresenta un vero aiuto per il proprio negozio, ed un aumento degli affari.

Questo poiché i clienti, utilizzando quelle buste anche in altre circostanze, fanno in modo che il nome di quell’impresa possa essere conosciuto anche dagli altri acquirenti.

Pertanto si tratta di un sistema di marketing in grado di rispecchiare perfettamente le proprie esigenze e allo stesso tempo di facilitare l’ambito pubblicitario, senza dover fare ricorso a determinate strategie che possono essere lunghe e poco piacevoli da dover fronteggiare.

Pertanto le buste biodegradabili rappresentano uno strumento in grado di rispondere perfettamente a tutte le proprie esigenze e fare in modo che queste possano trovare una risposta congrua a tutte le proprie domande.

Inoltre è bene ricordarsi come il negozio debba necessariamente tenere a mente il fatto che una buona personalizzazione riesca a fare in modo che l’attività possa essere riconosciuta con maggior semplicità dai propri clienti e dai futuri tali.

Pertanto un buon utilizzo di questo strumento garantisce l’opportunità di prevenire situazioni negative e soprattutto il rallentamento della propria fama, dettaglio fondamentale da tenere per bene a mente quando si vuole creare una strategia di marketing alternativa.

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Tra le ultime tendenze nel settore dell'abbigliamento c'è l'utilizzo dei cosiddetti eco tessuti. Una moda sempre più green che strizza l'occhio alla tutela ambientale sostituendo coloranti artificiali con tinte 100% naturali.

Moda ecosostenibile

Creare un capo di abbigliamento rispettando nel contempo l'ambiente

Quando si osserva un vestito, il più delle volte non si immagina che dietro la sua produzione ci sia un consumo impressionante di risorse e un grande impatto ambientale. L'impiego di enormi quantità d'acqua, le elevate emissioni di gas inquinanti e l'utilizzo di sostanze chimiche sono solo alcuni degli aspetti spesso ignorati. Una situazione che diventa insostenibile giorno dopo giorno, anche alla luce di un consumo mondiale di indumenti che crescerà in maniera esponenziale negli anni a venire. È quanto mai opportuno progettare nuovi metodi produttivi che assicurino da una parte maggior rispetto per il pianeta e dall'altra salvaguardino la salute delle persone.

Negli ultimi tempi sono molte le iniziative incentrate sulla creazione di abbigliamento ecofriendly. La più importante riguarda lo sfruttamento di scarti agricoli e alimentari per ottenere pigmenti completamente naturali. La materia prima di partenza sono, ad esempio, foglie di carciofo bianco, scorze del melograno, ricci di castagno oppure residui derivanti dalla potature di piante come ulivi e ciliegi.

Alcuni stilisti hanno portato in passerella collezioni di abiti forestali realizzati con filati o pelli utilizzando materiali come il legno di cipresso, corteccia del sughero, dell'eucalipto o del faggio. Ma non solo, allevatori hanno introdotto per la prima volta in Italia l'alpaca: un mammifero appartenente alla famiglia dei camelidi molto diffuso in Sud America e dalla cui tosatura si ottiene una lana pregiata. Un progetto atto a creare una filiera agrotessile per produrre capi di abbigliamento ecosostenibili.

Tinture naturali: i benefici

Gli eco tessuti trasformano il rifiuto in risorsa e rappresentano un tocca sana contro le allergie

Realizzare filati impiegando sostanze completamente naturali porta a notevoli vantaggi. La materia prima di scarto ha costi irrisori e si può ottenere in grandi quantità, favorendo anche lo smaltimento. Viene attivato un cosiddetto meccanismo di circular economy di produzione a scarto zero, trasformando un ingombrante sottoprodotto da smaltire con ingenti costi in una preziosa risorsa. Per ottenere sensibili risultati è necessario creare dei coloranti naturali su larga scala che possano essere utilizzati, non solo nel settore della moda e del tessile, ma anche nella bioedilizia, cosmetica e nell'alimentare.

L'eco tessuto è una soluzione che va incontro alle necessità di un numero sempre crescente di persone sofferenti di dermatiti allergiche. La maggior parte dei capi di abbigliamento, anche di elevato costo, utilizzano coloranti sintetici e sostanze chimiche che spesso sono la causa di irritazioni cutanee molto gravi. Da non dimenticare che il recupero di scarti agricoli e resti di determinate tipologie di piante, aiuta a riqualificare aree dismesse e tutelare la biodiversità del territorio.

Anche se la via sembra tracciata, la strada da percorrere è molto lunga. L'eco tessuto rappresenta ancora un'eccezione e serve maggior partecipazione e condivisione per creare una filiera che sostenga la produzione con l'utilizzo di fibre e coloranti naturali.

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Mobilità sostenibile: traghetti elettrici a Gothenburg

Traghetti elettrici nel futuro prossimo della città svedese, i cui amministratori puntano sulla mobilità sostenibile e amica dell’ambiente.

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La mobilità sostenibile ed alternativa prevista nell’ecosistema di trasporto ElectriCity di Gothenburg non risparmia il servizio dei traghetti, che vira con decisione verso l’elettrico.

L’importante città della Svezia punta a sviluppare un sistema coerente di e-mobility, gestito al meglio nei suoi aspetti espressivi. Nell’ambito delle reti di collegamento urbano a basse emissioni sarà attivato un servizio di traghetti elettrici Volvo Penta.

Questa è la fase successiva di un progetto che ha già ottenuto un buon successo negli step precedenti, aggiungendo una nuova modalità di trasporto green al servizio di autobus elettrici già attivo in città.

Gli amministratori di Gothenburg credono nel modello di trasporto ElectriCity e si stanno adoperando per fargli prendere piede ad ampio raggio. Il sistema di propulsione navale elettrica per i traghetti destinati alla mobilità ecologica in ambito nautico sarà fornito, come già scritto, da Volvo Penta, che aderisce all’iniziativa in seguito al successo della compagnia gemella Volvo Buses, il cui campo d’azione (come si intuisce dal nome) è quello dei pullman.

Pensato per essere un esempio integrativo del futuro sviluppo urbano pulito e sostenibile, il nuovo traghetto elettrico collegherà entrambi i lati del fiume Göta. Il suo arrivo rafforzerà l’ecosistema ElectriCity di Gothenburg, frutto di una partnership tra industria, università e governo locale.

L’obiettivo di fondo del progetto? Testare, sviluppare ed affermare soluzioni che possano contribuire alla creazione di nuovi sistemi di trasporto sostenibili e attraenti, per aprire nuove opportunità per i viaggi futuri, il trasferimento delle merci e la pianificazione urbana.

L’utilizzo della “formula” elettrica nei sistemi di mobilità pubblica aiuta a risolvere problemi come il rumore e la scarsa qualità dell’aria, oltre a ridurre il consumo di energia e l’impatto dei trasporti sul clima.

Fonte: Mobilità sostenibile: traghetti elettrici a Gothenburg

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Rifiuti spaziali ed asteroidi: l’ESA ha un piano a grande respiro

L’ESA in prima linea nella pulizia dai rifiuti spaziali e nella salvaguardia dai pericoli provenienti dallo spazio.

L’Agenzia Spaziale Europea pensa a un piano di difesa attiva del nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio. Uno dei punti del programma messo a punto dalla European Space Agency prevede interventi per ridurre i detriti spaziali, con satelliti più ecologici, e per catturare il maggior numero di quelli esistenti, sviluppando le soluzioni più idonee allo scopo.

La spazzatura, purtroppo, accompagna ovunque la presenza dell’uomo: lo spazio non è stato risparmiato dai rifiuti, anche se in questo caso si tratta di prodotti ad alta tecnologia, frutto della geniale creatività umana. Resta il fatto che pure questi scarti creano inquinamento, rappresentando al tempo stesso un pericolo per le esplorazioni future e…non solo. Necessario, quindi, intervenire, per ridimensionare il problema, passando da una logica più green.

Al tempo stesso l’ESA punta a proteggere il nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio, con studi su sistemi di deviazione della traiettoria degli asteroidi pericolosi per la Terra. Una delle tecniche ipotizzate per scongiurare drammi da impatto sarà sperimentata empiricamente nell’ambito della missione Hera. Questi progetti per la protezione dai rischi che giungono dal cielo verranno illustrati e sollecitati nell’ambito della Conferenza Ministeriale ‘Space19+’ di novembre.

Il piano operativo sta prendendo forma anche in un’altra dimensione, con la nascita di strutture di osservazione, idonee a scorgere i pericoli e ad effettuare una mappatura dei corpi celesti potenzialmente pericolosi, che possono entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Il primo gioiello di questa serie è il rivoluzionario telescopio FlyEye, letteralmente “occhio di mosca”, che nel 2020 sarà installato a Isnello, sulle Madonie (Sicilia), per coprire l’emisfero boreale. Un vero capolavoro, finanziato con 20 milioni di euro (7 dei quali stanziati dall’Italia) grazie a un accordo siglato dall’Agenzia Spaziale Europea con quella italiana (ASI). Un altro finanziamento è stato già previsto, per uno strumento analogo da piazzare probabilmente in Cile, per completare la visione dall’emisfero australe. Anche questa è salvaguardia e protezione attiva della natura.

Fonte | Sky

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Rifiuti spaziali ed asteroidi: l’ESA ha un piano a grande respiro

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Rifiuti spaziali ed asteroidi: l’ESA ha un piano a grande respiro

L’ESA in prima linea nella pulizia dai rifiuti spaziali e nella salvaguardia dai pericoli provenienti dallo spazio.

L’Agenzia Spaziale Europea pensa a un piano di difesa attiva del nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio. Uno dei punti del programma messo a punto dalla European Space Agency prevede interventi per ridurre i detriti spaziali, con satelliti più ecologici, e per catturare il maggior numero di quelli esistenti, sviluppando le soluzioni più idonee allo scopo.

La spazzatura, purtroppo, accompagna ovunque la presenza dell’uomo: lo spazio non è stato risparmiato dai rifiuti, anche se in questo caso si tratta di prodotti ad alta tecnologia, frutto della geniale creatività umana. Resta il fatto che pure questi scarti creano inquinamento, rappresentando al tempo stesso un pericolo per le esplorazioni future e…non solo. Necessario, quindi, intervenire, per ridimensionare il problema, passando da una logica più green.

Al tempo stesso l’ESA punta a proteggere il nostro pianeta dai pericoli provenienti dallo spazio, con studi su sistemi di deviazione della traiettoria degli asteroidi pericolosi per la Terra. Una delle tecniche ipotizzate per scongiurare drammi da impatto sarà sperimentata empiricamente nell’ambito della missione Hera. Questi progetti per la protezione dai rischi che giungono dal cielo verranno illustrati e sollecitati nell’ambito della Conferenza Ministeriale ‘Space19+’ di novembre.

Il piano operativo sta prendendo forma anche in un’altra dimensione, con la nascita di strutture di osservazione, idonee a scorgere i pericoli e ad effettuare una mappatura dei corpi celesti potenzialmente pericolosi, che possono entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Il primo gioiello di questa serie è il rivoluzionario telescopio FlyEye, letteralmente “occhio di mosca”, che nel 2020 sarà installato a Isnello, sulle Madonie (Sicilia), per coprire l’emisfero boreale. Un vero capolavoro, finanziato con 20 milioni di euro (7 dei quali stanziati dall’Italia) grazie a un accordo siglato dall’Agenzia Spaziale Europea con quella italiana (ASI). Un altro finanziamento è stato già previsto, per uno strumento analogo da piazzare probabilmente in Cile, per completare la visione dall’emisfero australe. Anche questa è salvaguardia e protezione attiva della natura.

Fonte | Sky

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