Categoria: Viaggi

Il così detto human capitali flight o brain drain, è un processo noto fin dagli albori della nascita delle università che vedeva l'emigrazione di persone di talento verso paesi stranieri. Individui di alto livello professionale lasciavano i propri paesi d'origine per recarsi in altri nazioni che ospitavano prestigiosi centri di ricerca, allo scopo di realizzare arricchimenti sociali, culturali e professionali e mettere a disposizione di tutti i propri risultati. Al giorno d'oggi, purtroppo il processo è più comunemente noto come fuga di cervelli, termine che mette in evidenza una vera e propria ritirata volontaria. Scappiamo dall'idea di un paese che non è in grado di offrirci un futuro degno dei nostri sacrifici, che non può darci molto in cambio, se non un lavoro alternativo ai nostri studi. Ci allontaniamo per andare a cercare fortuna altrove, in luoghi dove forse potremmo esser valutati secondo meritocrazia ed avere a disposizione tutto il materiale a noi necessario per coltivare le nostre conoscenze.

Il sogno americano

Una delle mete più ricercate dai giovani neolaureati e neodottorati è l'America. Harvard, Yale, Princeton, Columbia University sono solo alcuni dei nomi facenti parte della lista della Ivy League, titolo che riunisce le otto università più elitarie e prestigiose d'America. Secondo uno studio della Center for World University Rankings (CWUR), Harvard è la migliore università al mondo, seguita subito dalla Princepton University e successivamente dal MIT di Boston. Sono questi i motivi che spingono gli studenti o i post-doc a cercare un futuro accademico degno di nota in America. Per poter risiedere negli USA per un periodo di tempo illimitato, gli stranieri devono essere in possesso di un'autorizzazione rilasciata dallo stato americano stesso, la green card. Ottenere la green card per gli USA, prevede lunghi tempi burocratici, ma necessari al corretto inserimento nella nazione. È consigliato rivolgersi a studi legali, come lo studio legale Castaldi (www.studiolegalecarlocastaldi.com/), per muovere i primi passi in maniera più veloce e regolare.

Nella terra dei canguri

L'Australia risulta essere un territorio sempre più ricercato dai cervelli in fuga, ma anche da coloro che vogliono semplicemente evadere dal proprio paese di origine per recarsi dall'altra parte del mondo. L'Australia, la terra dei canguri, un territorio così vasto tanto da avere addirittura diversi climi contemporaneamente al suo interno, un luogo con una flora ed una fauna unici, con paesaggi completamente diversi da quelli che siamo abituati a vedere. Ma non è così semplice trasferirsi in Australia! É una nazione molto selettivo ed ha creato diversi visti specifici per accedere al paese. Il visto turistico permette agli stranieri minori di 31 anni di poter visitare il paese, ma non di lavorare, per un periodo di tre mesi, rinnovabile poi per un massimo di altri tre. Il visto per studio offre la possibilità di vivere in Australia da studente esclusivamente per l'intera durata del corso di studi e di lavorare part-time per venti ore. Infine, il Working Holiday Visa permette ai minori di 31 anni di poter lavorare in Australia per un anno intero.

Insomma, le condizioni burocratiche non sono questioni da poco, ma i cervelli in fuga non si fermano davanti a nulla.

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La spiaggia più bella d’Italia si trova in Sicilia: lo dice TripAdvisor
in foto: Spiaggia dei Conigli, Lampedusa. Foto di Figiu

Anche quest’anno TripAdvisor, il noto portale di recensioni di viaggi e vacanze, ha premiato le spiagge più belle del mondo con i Travelers’ Choice Beaches Awards 2019. La classifica delle spiagge più belle è stata stilata sulla base delle valutazioni degli utenti pubblicate sul sito. L’Italia conferma di possedere alcuni degli arenili più belli del mondo. Quest’anno a primeggiare è stata soprattutto la Sardegna che si è aggiudicata il maggior numero di spiagge premiate in Italia. In particolare nella classifica compaiono le due spiagge di Baunei, Cala Mariolu e Cala Goloritze, in provincia di Nuoro, rispettivamente al quarto e sesto posto, la  Cala Coticcio a La Maddalena, al settimo posto, Cala Sinzias a Castiadas, in ottava posizione e la spiaggia di Su Giudeu a Domus de Maria, al nono posto. A guadagnare un posto d’onore tra le spiagge più belle è ancora una volta la Sicilia con la fantastica Spiaggia dei Conigli a Lampedusa, che conferma il suo primato di spiaggia più bella d’Italia e tra le prime posizioni d’Europa.

La spiaggia dei Conigli a Lampedusa è un vero paradiso con un mare cristallino e spiagge bianchissime che non ha nulla da invidiare al mar dei Caraibi. La spiaggia si trova su un isolotto sul versante meridionale di Lampedusa, ed è formata da una piccola baia protetta da due bassi promontori rocciosi, la sabbia è dorata ed il mare è spettacolare con le sue sfumature dal turchese all’azzurro. La spiaggia dei Conigli è un luogo dove la natura regna incontaminata ed è anche amata dalle Tartarughe “Caretta Caretta”, che l’hanno scelta come sito di ovodeposizione. Il nome dell’Isola e della spiaggia dei Conigli ha una storia abbastanza controversa. Secondo alcuni il nome deriverebbe da un errore di traduzione, infatti, si narra che l’ammiraglio Smith nel 1842 indicò nelle sue carte nautiche l’isolotto come Rabit Island, sottolineando il legame con la costa di Lampedusa, poi tradotto come Rabbit Island (Isola dei Conigli in inglese). Per altri, invece, il nome del luogo è legato al fatto che una colonia di conigli raggiunse l’isola.

A completare le spiagge italiane entrate in classifica c’è la Cala Rossa nell’isolatto di Favignana, che guadagna il secondo posto, la Baia del Silenzio di Sestri Levante, che si piazza in quinta posizione, fino alla spiaggia di Tropea sul terzo gradino del podio. Una new entry di quest’anno è la spiaggia di Marinella a Palinuro.

Baia do Sanchoin foto: Baia do Sancho. Foto di CCINTRA

Per quanto riguarda l’Europa la spiaggia eletta più bella è La Concha a San Sebastián, nei Paesi Baschi. Su scala mondiale, invece, l’arenile che ha conquistato il podio è quello della Baía do Sancho a Pernambuco, sull’isola omonima nell’arcipelago di Fernando de Noronha, situato a 350 chilometri dalle coste brasiliane.

Le classifiche

Top 10 spiagge Italia

1. Spiaggia dei Conigli,  Lampedusa

2. Cala Rossa, Isola di Favignana

3. Spiaggia di Tropea, Tropea

4. Cala Mariolu, Baunei

5. Baia del Silenzio, Sestri Levante

6. Cala Goloritze, Baunei

7. Spiaggia di Cala Coticcio, La Maddalena

8. Cala Sinzias, Castiadas

9. Spiaggia di Su Giudeu, Domus de Maria

10. Spiaggia della Marinella, Palinuro

Top 10 spiagge Europa

1. La Concha Beach, Paesi Baschi, Spagna

2. Spiaggia dei Conigli, Sicilia, Italia

3. Falesia Beach, Algarve, Portogallo

4. Playa de Ses Illetes, Isole Baleari, Spagna

5. Balos Lagoon, Creta, Grecia

6. Bournemouth Beach, Regno Unito

7. Elafonissi  Beach, Crete, Grecia

8. Fig Tree Bay, Famagusta District, Cipro

9. Cala Rossa, Sicilia, Italia

10. Playa de Muro, Isole Baleari, Spagna

Top 10 spiagge mondo

1. Baia do Sancho, Pernambuco, Brasile

2. Varadero Beach, Cuba, Caraibi

3. Eagle Beach, Aruba, Caraibi

4. La Concha Beach, Paesi Baschi, Spagna

5. Grace Bay, Turks and Caicos, Caraibi

6. Clearwater Beach, Florida, Stati Uniti

7. Spiaggia dei Conigli, Sicilia, Italia

8. Seven Mile Beach, Isole Cayman, Caraibi

9. Playa Norte, Penisola dello Yucatán, Messico

10. La spiaggia più bella d’Italia diSeven Mile Beach, Giamaica, Caraibi.

Fonte: La spiaggia più bella d’Italia si trova in Sicilia: lo dice TripAdvisor

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Il matrimonio è il coronamento dell’amore tra due persone che hanno come obiettivo quello di vivere una vita insieme.

Dopo la cerimonia con i parenti, solitamente arriva il momento di scegliere un posto dove andare a fare un bel viaggio di nozze in Sudafrica, organizzato da Travel Design.

Le spiagge del Sudafrica

Il Sudafrica è uno dei posti più belli per fare un viaggio di nozze, qui si possono trovare diversi posti molto belli da vedere dove la natura la fa da padrona e inoltre sono presenti delle magnifiche spiagge; scopriamo insieme quelle che non potete assolutamente perdervi.

Gansbaai

 La spiaggia di Gansbaii è considerata tra le più tranquille dell’interno panorama sudafricano, perfetta per chi vuole passare una tranquilla luna di miele ammirando dei fantastici panorami rimanendo sdraiati sulla finissima sabbia di Gansbaii sorseggiando un cocktail.

Tra le particolarità di questa spiaggia troviamo sicuramente la sua fantastica posizione; questa, infatti, è situata in mezzo a dune e montagne, cosa questa che la rende sicuramente unica nel suo genere.

Jeffrey’ s Bay

 Una delle spiagge sudafricane più caratteristiche amata soprattutto dai pescatori, infatti Jeffrey’ s Bay è famosa per la presenza di numerosi frutti di mare, che sono considerati tra i migliori del mondo.

Sulla spiaggia di Jeffrey’ s Bay si può ammirare un mare cristallino,infatti questa è una della zona con il mare più bello di tutto il continente africano.

Willard Beach

Unica nel suo genere la spiaggia di Willard Beach, nota tra i surfisti come Ballito, si caratterizza per la forte presenza di turisti attratti dalla natura circostante.

Willard Beach è la spiaggia del surf, qui ogni anno arrivano surfisti da tutto il mondo che si vogliono cimentare con le magnifiche onde che offre l’Oceano, è stata per diverse volte anche sede di gare di coppa del mondo di surf e di altri sport acquatici.

Marine Parade

Quella di Marine Parade è la principale spiaggia presente a Durban, la cittadina balneare fulcro del turismo verso il Sudafrica.

La città di Durban e nello specifico la magnifica spiaggia di Marine Parade sono il centro della movida sudafricana, infatti qui di giorno è possibile rilassarsi al solo o partecipare alle tante attività sportive e acquatiche, mentre di notte la spiaggia si trasforma completamente diventando una discoteca a cielo aperto.

La zona di Marine Parade è adatta a tutti, infatti è possibile trovare tanti locali, ristoranti e bar dove passare una bella serata in compagnia della vostra amata respirando a pieno le atmosfere sudafricane.

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Ultimamente, da un triennio a questa parte, gli hotel sono divenuti alcuni degli oggetti messi in  discussione più gettonati e apprezzati dal pubblico. Perché? Giudicare un hotel garantisce pubblicità, buona o brutta che sia, al proprietario dell'albergo, il quale deve sottoporsi al giudizio critico di alcuni giudici che soggiorneranno, per un tempo stabilito, all'interno della struttura partecipante alla gara. Per coloro che sono sempre stati al top nell'ambito alberghiero, nulla è da temere ma, per tutti coloro che offrono un servizio pessimo ai propri clienti, bisogna stare molto attenti: i giudizi della giuria sono spietati, cattivi e senza ombra di dubbio autentici. Spesso, numerosi hotel, concorrono per ottenere il titolo di miglior hotel in città o in Italia e, molte volte, a causa delle dure prove, vincere il titolo non è proprio una passeggiata. In cosa bisogna eccellere per essere, agli occhi dei giudici e della clientela, un buon albergo?

I tre fattori

Uno dei fattori che senza alcun dubbio non passa inosservato alla clientela, è la qualità del servizio offerto dal personale. Pretendere efficienza durante un trasferimento o un viaggio non è eccessivo ma lecito. Il personale deve sempre essere a piena disposizione del cliente, partendo dalla banale richiesta di cambiare gli asciugamani, fino ad arrivare alle consultazioni logistiche relative a come muoversi in città. Il secondo fattore è inevitabilmente la cucina: questa deve essere operativa, offrire ingredienti consumabili anche per coloro affetti da intolleranze o allergie e proporre una vasta scelta tra colazione, pranzo e cena. Pasti come il brunch e la merenda non sono offerti da tutti gli hotel, purtroppo non si è educati a sufficienza su come seguire una giusta alimentazione ma, molti hotel, soprattutto nei paesi nordici, si stanno sensibilizzando ai pasti intermedi.

Il fattore più importante è la posizione dell'albergo

Tralasciando il servizio e la cucina, determinante è soprattutto la posizione in cui si trova l'hotel. L'accessibilità al centro della città è indispensabile nella misura in cui si è dei neofiti o dei turisti inesperti con il luogo in cui si svolge l'intera vacanza. Di particolare centralità è il Floris hotel a Roma, un hotel a tre stelle che offre, per i più lontani, delle consultazioni attraverso il suo sito online: clicca qui se vuoi scoprire di più su dove alloggiare comodamente durante una vacanza a Roma, una città che, storicamente parlando, potremmo considerare dalla centralità indiscussa e luogo dalla collocazione più che ottimale.

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Plovdiv, l’altra Capitale Europea della Cultura 2019
in foto: Antico teatro di Plovdiv. Foto di Edal

Questo non è solo l’anno di Matera, che come ben sappiamo è la Capitale della Cultura 2019, ma anche di una cittadina Bulgara che ha ottenuto lo stesso riconoscimento. Plovdiv è l’altra Capitale Europea della Cultura per il 2019. La città, quasi sconosciuta, si trova a sud di Sofia; non è una città molto turistica e probabilmente quest’occasione farà conoscere a tutti le sue bellezze e la sua storia.

Cosa conoscere della città di Plovdiv

Plovdivin foto: Plovdiv. Foto di Klearchos Kapoutsis

Plovdiv è stata per anni un importante polo industriale della Bulgaria e il suo aspetto lo dimostra. Ma basta oltrepassare i palazzoni industriali per rimanere incantati dal centro storico della città. Plovdiv, infatti, vanta una storia molto importante ed antica. Città di fondazione tracia, divenne macedone per mano del padre di Alessandro Magno, Filippo II. Successivamente passò ai romani, poi i barbari, bizantini e turchi. Il passaggio di questi popoli fece si che Plovdiv diventasse un importante collegamento tra Europa ed Asia. Nel novecento la città bulgara è stata attraversata dalle tragedie delle guerre mondiali, a cui ha fatto seguito l’epoca comunista, durante la quale la Bulgaria fu tra gli alleati più vicini all’Unione Sovietica.

Ogni dominazione ha lasciato le proprie testimonianze, così a Plovdiv troviamo il Foro e il Teatro romano, ma anche chiese bizantine e moschee. Al di fuori del centro storico ci sono i quartieri novecenteschi e i palazzoni che risalgono all’epoca socialista. Il risultato è un mix di epoche e stili da ammirare in un’unica città.

Plovdiv è semplice e piacevole da visitare grazie al suo centro storico pedonale e vanta molti spazi verdi, come parchi e giardini. Nel cuore antico della città si trova il quartiere di Kapana, chiamato anche la Trappola, a causa dell’intreccio dei suoi vicoli. In questo quartiere ci sono i locali più di tenzenda e molte opere di artisti di strada concessi dall’amministrazione per abbellire la zona. Da ammirare è il favoloso Stadio Romano di Philippopolis, costruito sotto il regno dell’Imperatore Marco Aurelio nel 172, che all’epoca ospitava 30.000 persone. Oggi è visitabile solo la parte nord poichè il resto è interrato lungo la strada principale. Il vero simbolo di Plovdiv è il Teatro Romano, eretto a tra il 114 e il 117 sotto Traiano. Il teatro mostra ancora oggi la sua ricchezza decorativa, con i resti della scena e del proscenio. La città di Plovdiv sorge su sette colli, proprio come Roma e un luogo molto suggestivo dove ammirare un panorama incredibile è la Collina di Nebet, dove sorge il complesso archeologico della vecchia città di Eumolpia.

Nella città si trovano anche molti musei e gallerie d’arte, tra cui il Museo Storico, uno dei più antichi della Bulgaria che ospita molti reperti della città antica di Philippopoli. Altro museo da non perdere è quello di Storia Naturale, con un acquario con 216 specie di pesci, una sezione dedicata alla botanica e il Planetario.

“Together”, il programma di Plovdiv Capitale della Cultura 2019

Eventi nel teatro di Plovdivin foto: Eventi nel teatro di Plovdiv. Foto di Mojpe

A partire da Gennaio la città di Plovdiv ospiterà tantissimi eventi e spettacoli speciali. Lo slogan scelto per l’importante manifestazine è “Together”, e ruota intorno ai cinque temi che sono stati presentati nel dossier di candidatura. I temi della programmazione saranno: Fuse, dedicato all’integrazione, Transform, per gli spazi abbandonati, Revive, incentrato sul patrimonio storico della città, e infine Relax, un tema che tratta gli stili di vita sostenibili.

La cerimonia d’apertura è andata in scena dall’11 al 13 gennaio seguita da una serie di eventi molto interessanti. In particolare, il 4 maggio, ci sarà un’allegra sfilata di carri che animerà la strada principale, Knyaz Aleksandar I, lunga ben 1,8 chilometri, considerata la via pedonale più lunga d’Europa. Protagonista degli spettacoli sarà il Teatro Romano, con vari eventi che uniscono musica e meditazione, ma anche iniziative per far conoscere l’alfabeto cirillico. In estate il cartellone degli eventi prevedere concerti e spettacoli teatrali all’aperto. Molte saranno le iniziative dedicate ai bambini.

Fonte: Plovdiv, l’altra Capitale Europea della Cultura 2019

 

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Verona, cosa vedere nella città degli innamorati
in foto: Verona – Foto Flickr

Verona: basta pronunciare questo nome per evocare gli scenari più romantici. Per quanto si sprechino le proposte di San Valentino alternative, le mete evergreen hanno sempre il loro fascino. Per questo abbiamo deciso di proporvi la città degli innamorati per eccellenza, resa immortale dal capolavoro di Shakespeare “Romeo e Giulietta”. La città scaligera fa da cornice alla celebre tragedia e all’amore contrastato dei due protagonisti, ma Verona è senz’altro ideale per celebrare un’unione felice! Ricca di attrazioni culturali, presenta un centro storico Patrimonio UNESCO, un teatro famoso in tutto il mondo e dei panorami da sogno sul fiume Adige. E a San Valentino diventa ancora più romantica con Verona in Love, una serie di eventi per celebrare la festa dell’amore.

Che stiate progettando le vostre vacanze di San Valentino o una fuga romantica last minute, Verona riuscirà a sedurvi in un battibaleno. Vi conquisterà all’istante, senza troppi giri di parole o corteggiamenti estenuanti. Perché Verona è dotata di una sua magia naturale, percepibile in ogni angolo e in ogni monumento. E vi farà perdere la testa. Ecco le attrazioni da non perdere per innamorarsi della città degli innamorati.

Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe – Foto Wikimedia Commonsin foto: Piazza delle Erbe – Foto Wikimedia Commons

Si tratta della piazza più antica della città, centro nevralgico della vita culturale, sociale e politica in epoca romana. Oggi è il tipico luogo di ritrovo dei veronesi che non rinunciano a un aperitivo in compagnia o che si incontrano per fare la spesa nel colorato e affolatlissimo mercato del weekend. L’atmosfera incantata che si respira in questo luogo è davvero unica. Qui si trova la Torre dei Lamberti, che domina il panorama dall’alto dei suoi 84 metri. Iniziata nel XII secolo, venne ultimata solo nei secoli successivi e perfino l’orologio è un’aggiunta settecentesca. Sul lato nord della piazza troviamo anche le Case Mazzanti, abitazioni dalle facciate finemente affrescate che valsero a Verona l’epiteto di urbs picta, città dipinta. Molto bella anche la Casa dei Mercanti, sede della Banca Popolare di Verona. Suggestivo Palazzo Maffei, impreziosito da diverse statue di dei greci: Giove, Ercole, Minerva, Venere, Mercurio e Apollo.

Arche Scaligere

Arche Scaligere – Foto Wikipediain foto: Arche Scaligere – Foto Wikipedia

Le Arche Scaligere sono un complesso funerario dedicato ad alcuni membri della famiglia degli Scaligeri, che governò a lungo su Verona. Il monumento più antico, in stile gotico, risale al 1277. Il personaggio più illustre qui sepolto è Cangrande della Scala, amico e mecenate di Dante, ricordato con grandi elogi dal Sommo Poeta nel Paradiso.

Casa di Giulietta

Casa di Giulietta – Foto Pixabayin foto: Casa di Giulietta – Foto Pixabay

Malgrado questo “luogo di culto” raggiunga pericolosi picchi di feticismo, la Casa di Giulietta è ormai assurta a icona turistica internazionale. Romeo e Giulietta sono solo un’invenzione letteraria? Può darsi, ma le famiglie Capuleti e Montecchi sono davvero esistite. L’edificio del XIII secolo presenta lo stemma di famiglia dei Capuleti, o meglio Cappelletti. Tra graffiti e bigliettini d’amore lasciati sul portico, il luogo trasuda di romanticismo. Nel cortile troneggia la statua in bronzo di Giulietta, mentre la casa è visitabile a pagamento ed è tradizione che gli innamorati si bacino sotto il balcone per assicurarsi un amore eterno. Se vi state chiedendo della controparte maschile, vicino alle Arche Scaligere si trova la Casa di Romeo, appartenente ai Montecchi. La Tomba di Giulietta si trova nei sotterranei dell’ex Convento di San Francesco al Corso, un antico complesso di frati Cappuccini del XIII secolo.

Piazza Bra e Arena di Verona

Scorcio dell’Arena di Verona – Foto Picrylin foto: Scorcio dell’Arena di Verona – Foto Picryl

Nel cuore di Piazza Bra troneggia uno dei teatri più grandi del mondo: l’Arena di Verona. Un monumento dalla storia millenaria: nel I secolo ospitava lotte tra gladiatori e nel XVIII secolo giostre e tornei. Costruita con la pietra della Valpolicella, dalle sfumature rosse e rosa, può accogliere circa 20.000 spettatori. D’estate ospita il celebre Festival dell’Opera, che attira numerosi cantanti italiani e internazionali. Sul versante meridionale si trova la Gran Guardia, palazzo del Seicento che ospita mostre e convegni. Sul lato orientale, invece, si affaccia l’ottocentesco Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona.

Chiesa di San Zeno Maggiore

San Zeno – Foto Wikipediain foto: San Zeno – Foto Wikipedia

Notevole esempio di architettura romanica, la chiesa sorge sul luogo di sepoltura del vescovo Zeno, di origine africana. La struttura originaria risalirebbe al XII secolo. L’interno custodisce numerose opere d’arte che vanno dal XII al XVI secolo. Sull’altare maggiore della basilica spicca una splendida opera come la Pala di San Zeno di Andrea Mantegna.

Ponti di Verona

Ponte Pietra – Foto Wikimedia Commonsin foto: Ponte Pietra – Foto Wikimedia Commons

Verona è attraversata da sette ponti sul fiume Adige. Purtroppo tutti i ponti vennero distrutti dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale; in seguito, però, blocchi e mattoni originari vennero recuperati sul fondo dell’Adige e utilizzati per ricostruire i monumenti. La città può vantare antiche origini romane: testimonianza di questo glorioso passato è il Ponte Pietra, risalente al I secolo a.C. Il monumento collega il Teatro Romano con il centro cittadino e regala scorci meravigliosi sul fiume Adige e Castel San Pietro. Un notevole esempio di ingegneria trecentesca è Ponte Scaligero, o di Castelvecchio perché proprio di fronte all’omonima fortezza. Il ponte regala un’atmosfera particolarmente romantica, soprattutto al calar della sera. Interessante il museo annesso.

Castelvecchio

Ponte di Castelvecchio – Foto Wikimedia Commonsin foto: Ponte di Castelvecchio – Foto Wikimedia Commons

La costruzione di questo castello con funzioni difensive fu fortemente voluta da Cangrande II della Scala. Dopo la caduta degli Scaligeri ha attraversato vicende alterne. Sotto il dominio dei Veneziani divenne deposito d’armi, per poi trasformarsi in caserma sotto la dominazione francese e austriaca. Oggi il suo interno ospita un piccolo museo con una collezione di opere medievali, rinascimentali e moderne. Tra i dipinti più importanti, la Sacra Famiglia di Mantegna, il San Girolamo Penitente di Bellini e il Ritratto femminile di Rubens, ma in collezione troviamo anche opere di Filippo Lippi, del Veronese e di Tintoretto.

Duomo di Verona

Interno del Duomo di Verona – Foto Wikipediain foto: Interno del Duomo di Verona – Foto Wikipedia

Consacrato nel 1187, è stato costruito sulle rovine di una chiesa paleocristiana ed è dedicato a Santa Maria Matricolare. Spicca il magnifico portale decorato con figure di profeti e animali, sovrastato da una lunetta con un bassorilievo policromo che ritrae la Madonna in trono col Bambino, circondata dai Magi e dai Pastori. All’interno, costituito da tre navate, si trova un capolavoro d’arte come l’Assunta di Tiziano. Dal Duomo si accede al Battistero di San Giovanni in Fonte, una piccola chiesa longobarda con notevoli affreschi e un meraviglioso fonte battesimale del XII secolo. Adiacente si trova la piccola Chiesa di Sant’Elena, la cui pianta originaria risale all’800 d.C.

Fonte: Verona, cosa vedere nella città degli innamorati

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Verona, cosa vedere nella città degli innamorati
in foto: Verona – Foto Flickr

Verona: basta pronunciare questo nome per evocare gli scenari più romantici. Per quanto si sprechino le proposte di San Valentino alternative, le mete evergreen hanno sempre il loro fascino. Per questo abbiamo deciso di proporvi la città degli innamorati per eccellenza, resa immortale dal capolavoro di Shakespeare “Romeo e Giulietta”. La città scaligera fa da cornice alla celebre tragedia e all’amore contrastato dei due protagonisti, ma Verona è senz’altro ideale per celebrare un’unione felice! Ricca di attrazioni culturali, presenta un centro storico Patrimonio UNESCO, un teatro famoso in tutto il mondo e dei panorami da sogno sul fiume Adige. E a San Valentino diventa ancora più romantica con Verona in Love, una serie di eventi per celebrare la festa dell’amore.

Che stiate progettando le vostre vacanze di San Valentino o una fuga romantica last minute, Verona riuscirà a sedurvi in un battibaleno. Vi conquisterà all’istante, senza troppi giri di parole o corteggiamenti estenuanti. Perché Verona è dotata di una sua magia naturale, percepibile in ogni angolo e in ogni monumento. E vi farà perdere la testa. Ecco le attrazioni da non perdere per innamorarsi della città degli innamorati.

Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe – Foto Wikimedia Commonsin foto: Piazza delle Erbe – Foto Wikimedia Commons

Si tratta della piazza più antica della città, centro nevralgico della vita culturale, sociale e politica in epoca romana. Oggi è il tipico luogo di ritrovo dei veronesi che non rinunciano a un aperitivo in compagnia o che si incontrano per fare la spesa nel colorato e affolatlissimo mercato del weekend. L’atmosfera incantata che si respira in questo luogo è davvero unica. Qui si trova la Torre dei Lamberti, che domina il panorama dall’alto dei suoi 84 metri. Iniziata nel XII secolo, venne ultimata solo nei secoli successivi e perfino l’orologio è un’aggiunta settecentesca. Sul lato nord della piazza troviamo anche le Case Mazzanti, abitazioni dalle facciate finemente affrescate che valsero a Verona l’epiteto di urbs picta, città dipinta. Molto bella anche la Casa dei Mercanti, sede della Banca Popolare di Verona. Suggestivo Palazzo Maffei, impreziosito da diverse statue di dei greci: Giove, Ercole, Minerva, Venere, Mercurio e Apollo.

Arche Scaligere

Arche Scaligere – Foto Wikipediain foto: Arche Scaligere – Foto Wikipedia

Le Arche Scaligere sono un complesso funerario dedicato ad alcuni membri della famiglia degli Scaligeri, che governò a lungo su Verona. Il monumento più antico, in stile gotico, risale al 1277. Il personaggio più illustre qui sepolto è Cangrande della Scala, amico e mecenate di Dante, ricordato con grandi elogi dal Sommo Poeta nel Paradiso.

Casa di Giulietta

Casa di Giulietta – Foto Pixabayin foto: Casa di Giulietta – Foto Pixabay

Malgrado questo “luogo di culto” raggiunga pericolosi picchi di feticismo, la Casa di Giulietta è ormai assurta a icona turistica internazionale. Romeo e Giulietta sono solo un’invenzione letteraria? Può darsi, ma le famiglie Capuleti e Montecchi sono davvero esistite. L’edificio del XIII secolo presenta lo stemma di famiglia dei Capuleti, o meglio Cappelletti. Tra graffiti e bigliettini d’amore lasciati sul portico, il luogo trasuda di romanticismo. Nel cortile troneggia la statua in bronzo di Giulietta, mentre la casa è visitabile a pagamento ed è tradizione che gli innamorati si bacino sotto il balcone per assicurarsi un amore eterno. Se vi state chiedendo della controparte maschile, vicino alle Arche Scaligere si trova la Casa di Romeo, appartenente ai Montecchi. La Tomba di Giulietta si trova nei sotterranei dell’ex Convento di San Francesco al Corso, un antico complesso di frati Cappuccini del XIII secolo.

Piazza Bra e Arena di Verona

Scorcio dell’Arena di Verona – Foto Picrylin foto: Scorcio dell’Arena di Verona – Foto Picryl

Nel cuore di Piazza Bra troneggia uno dei teatri più grandi del mondo: l’Arena di Verona. Un monumento dalla storia millenaria: nel I secolo ospitava lotte tra gladiatori e nel XVIII secolo giostre e tornei. Costruita con la pietra della Valpolicella, dalle sfumature rosse e rosa, può accogliere circa 20.000 spettatori. D’estate ospita il celebre Festival dell’Opera, che attira numerosi cantanti italiani e internazionali. Sul versante meridionale si trova la Gran Guardia, palazzo del Seicento che ospita mostre e convegni. Sul lato orientale, invece, si affaccia l’ottocentesco Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona.

Chiesa di San Zeno Maggiore

San Zeno – Foto Wikipediain foto: San Zeno – Foto Wikipedia

Notevole esempio di architettura romanica, la chiesa sorge sul luogo di sepoltura del vescovo Zeno, di origine africana. La struttura originaria risalirebbe al XII secolo. L’interno custodisce numerose opere d’arte che vanno dal XII al XVI secolo. Sull’altare maggiore della basilica spicca una splendida opera come la Pala di San Zeno di Andrea Mantegna.

Ponti di Verona

Ponte Pietra – Foto Wikimedia Commonsin foto: Ponte Pietra – Foto Wikimedia Commons

Verona è attraversata da sette ponti sul fiume Adige. Purtroppo tutti i ponti vennero distrutti dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale; in seguito, però, blocchi e mattoni originari vennero recuperati sul fondo dell’Adige e utilizzati per ricostruire i monumenti. La città può vantare antiche origini romane: testimonianza di questo glorioso passato è il Ponte Pietra, risalente al I secolo a.C. Il monumento collega il Teatro Romano con il centro cittadino e regala scorci meravigliosi sul fiume Adige e Castel San Pietro. Un notevole esempio di ingegneria trecentesca è Ponte Scaligero, o di Castelvecchio perché proprio di fronte all’omonima fortezza. Il ponte regala un’atmosfera particolarmente romantica, soprattutto al calar della sera. Interessante il museo annesso.

Castelvecchio

Ponte di Castelvecchio – Foto Wikimedia Commonsin foto: Ponte di Castelvecchio – Foto Wikimedia Commons

La costruzione di questo castello con funzioni difensive fu fortemente voluta da Cangrande II della Scala. Dopo la caduta degli Scaligeri ha attraversato vicende alterne. Sotto il dominio dei Veneziani divenne deposito d’armi, per poi trasformarsi in caserma sotto la dominazione francese e austriaca. Oggi il suo interno ospita un piccolo museo con una collezione di opere medievali, rinascimentali e moderne. Tra i dipinti più importanti, la Sacra Famiglia di Mantegna, il San Girolamo Penitente di Bellini e il Ritratto femminile di Rubens, ma in collezione troviamo anche opere di Filippo Lippi, del Veronese e di Tintoretto.

Duomo di Verona

Interno del Duomo di Verona – Foto Wikipediain foto: Interno del Duomo di Verona – Foto Wikipedia

Consacrato nel 1187, è stato costruito sulle rovine di una chiesa paleocristiana ed è dedicato a Santa Maria Matricolare. Spicca il magnifico portale decorato con figure di profeti e animali, sovrastato da una lunetta con un bassorilievo policromo che ritrae la Madonna in trono col Bambino, circondata dai Magi e dai Pastori. All’interno, costituito da tre navate, si trova un capolavoro d’arte come l’Assunta di Tiziano. Dal Duomo si accede al Battistero di San Giovanni in Fonte, una piccola chiesa longobarda con notevoli affreschi e un meraviglioso fonte battesimale del XII secolo. Adiacente si trova la piccola Chiesa di Sant’Elena, la cui pianta originaria risale all’800 d.C.

Fonte: Verona, cosa vedere nella città degli innamorati

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Empoli: visita alla città del vetro
in foto: Piazza Farinata degli Uberti. Foto di Paola Pittori

A poca distanza da Firenze si può visitare una città famosa per la lavorazione del vetro. Empoli, forse non è spesso tappa di viaggi turistici, eppure la città toscana ha una notevole importanza storica ed archeologica. Infatti, ad Empoli sono state ritrovate rilevanti tracce di insediamenti umani che risalgono all’epoca paleolitica.

Cosa vedere ad Empoli

Museo del vetro di Empoliin foto: Museo del vetro di Empoli. Foto di Sansa55

L’importanza della produzione del vetro ad Empoli è sottolineata dalla presenza di un museo dedicato a questa arte che racconta la storia della città. La visita di Empoli può iniziare da questo luogo che vi farà scoprire tanti aspetti di una città dalla storia importante. Il museo del Vetro (MuVe) sorge nelle sale che un tempo accoglievano il magazzino del sale, struttura costruita nella seconda metà del XIV secolo nel centro di Empoli per conservare e distribuire il sale proveniente dalle saline di Volterra.

Il centro di Empoli presenta un nucleo storico che si snoda intorno alla centrale piazza Farinata degli Uberti, circondata da portici con al centro una fontana in marmo con due leoni accucciati ai suoi piedi, opera di Luigi Pampaloni del 1827. Uno degli edifici religiosi più importanti del centro di Empoli è la Collegiata di Sant’Andrea, in stile fiorentino – romano. La chiesa, che risale probabilmente al V secolo e successivamente ampliata, presenta una bellissima facciata in marmo di Carrara e marmo verde proveniente dalle montagne di Prato. Nel corso degli anni l’interno della chiesa ha subito molte trasformazioni e molte opere sono esposte nell’adiacente Museo della Collegiata, una galleria che racchiude una collezione di dipinti e sculture rinascimentali. Altra chiesa degna di nota è quella di Santo Stefano, celebre per i suoi frammenti di affreschi quattrocenteschi.

Durante la passeggiata nel centro storico di Empoli si può ammirare il Palazzo Ghibellino appartenuto ai Conti Guidi. Il nome della costruzione deriva da un evento avvenuto nel medioevo, infatti, proprio in questo palazzo si tenne un importante congresso ghibellino. Il Palazzo risale al XI secolo, ma il restauro avvenuto nel XVI secolo ha modificato gran parte dell’edificio originario. Ora è sede del Museo Civico di Paleontologia e dell’Archivio Storico Comunale.

Ad Empoli si trovano anche molte aree verdi. Il parco più conosciuto e più grande è quello di Serravalle, a nord est della città. Un luogo perfetto per passeggiare nella natura a due passi dalla città.

Fonte: Empoli: visita alla città del vetro

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La Valle di Jiuzhaigou e i suoi laghi, un angolo di paradiso in Cina
in foto: Lago dello Specchio – Foto di Jean–Marie Hullot

In Cina esiste un luogo che sembra uscito dalla leggenda più visionaria. Un luogo dove i colori sembrano giocare tra loro fino a inseguirsi e fondersi in tavolozze incantate, tra riflessi e bagliori. Si chiama Jiuzhaigou, la Valle dei Nove Villaggi, ed è situato nel nord della provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina. Il nome deriva dalla presenza di nove insediamenti abitati da genti di etnia tibetana che considerano sacri i corsi d’acqua e le montagne della zona. In effetti, tutto in questa riserva sembra emanare un’aura soprannaturale.

La Valle di Jiuzhaigou è stata dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1992 e Riserva Mondiale della Biosfera nel 1997.  Si estende per 300 km² ed è facilmente raggiungibile in autobus. Fino al 1975, anche per via della sua ubicazione remota, l’area era semisconosciuta; fu solo nel 1982 che il governo cinese decise di trasformarla in un parco nazionale. Jiuzhaigou fa parte della catena dei Monti Min, costituita da impervie rocce calcaree, con un’altitudine media di 2.500 metri sul livello del mare ma che possono superare i 4.500 metri. L’area comprende specchi d’acqua, cascate e una lussureggiante foresta vergine, oltre a una notevole quantità di fauna locale che comprende anche specie in pericolo d’estinzione come il panda gigante, il panda minore o la scimmia dal naso camuso. La zona è ricoperta da boschi e foreste che in autunno si rivestono di affascinanti sfumature gialle, rosse e arancio, regalando visioni di pura poesia ai turisti che affollano il parco soprattutto in questa stagione. Fiore all’occhiello del parco sono i suoi 108 laghi dai colori incantevoli e dai nomi poetici, che affondano le loro radici nella mitologia locale.

I laghi della Valle di Jiuzhaigou

Lago della Tigre – Foto Wikipediain foto: Lago della Tigre – Foto Wikipedia

La Valle di Shuzheng è una delle principali aree turistiche di Jiuzhaigou, con oltre quaranta laghi e corsi d’acqua. Tra questi spiccano il Lago dei Due Draghi, la Spiaggia dei Bonsai, il Lago delle Canne, il Lago Scintillante, il Lago della Tigre, le Cascate di Shuzheng, il Lago del Rinoceronte e le Cascate di Nuorilang.

Il Lago dei Due Draghi è così chiamato per i due speroni di roccia calcarea incastonati nel fondale che ricordano proprio due draghi: secondo la leggenda fu il potente re Gesar, importante figura dell’epica tibetana, a incatenarli sott’acqua. Il Lago Scintillante è così chiamato per le sue acque dal blu cristallino che raggiungono i 9 metri di profondità. Il Lago della Tigre ha questo nome poiché il gorgoglio delle vicine cascate di Shuzheng ricorda un ruggito e poi perché in autunno il colore rossastro degli alberi si riflette nello specchio d’acqua creando l’effetto di una pelliccia tigrata; inoltre, spesso e volentieri si vedono tigri in carne e ossa abbeverarsi nelle sue acque. Il Lago del Rinoceronte è il più grande della valle e permette di ammirare uno splendido paesaggio. Secondo la leggenda, sotto il suo fondale si nasconderebbe un vecchio lama sulla groppa del suo rinoceronte.

Lago dei Cinque Fiori – Foto Wikipediain foto: Lago dei Cinque Fiori – Foto Wikipedia

Nella Valle di Rize troviamo il bellissimo Lago dello Specchio, noto per le sue acque trasparenti che riflettono il cielo e le montagne. Splendido anche il Fiume del Pavone, dalle sfumature verde scuro, oro, blu e zaffiro. La vera star della valle è il Lago dei cinque fiori: la presenza di carbonato di calcio e piante acquatiche dona all’acqua cristallina sfumature multicolori.

Lago Lungo – Foto Wikipediain foto: Lago Lungo – Foto Wikipedia

Nella Valle di Zechawa, che si estende per ben 18 km, troviamo i tre Laghi delle Stagioni e lo Stagno dei Cinque Colori, che risplende di una luce variopinta e trasporta chi lo osserva in un paesaggio da sogno. Il Lago Lungo, il più esteso della valle, presenta una caratteristica forma a S ed circondato da picchi innevati a un’altitudine compresa tra i 3.060 e i 4.457 metri.

Fonte: La Valle di Jiuzhaigou e i suoi laghi, un angolo di paradiso in Cina

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San Miniato: il borgo dei tartufi tra Pisa e Firenze
in foto: Campanile del Duomo e il tiburio della chiesa del SS. Crocifisso. Foto di Croberto68

Nella strada tra Pisa e Firenze si incontra un grazioso borgo medievale arroccato su un colle dove la buona cucina è la parola d’ordine. San Miniato è conosciuto in tutto il mondo per il tartufo bianco, un prodotto tipico di questo territorio. Come tutti i borghi immersi tra le colline Toscane, anche San Miniato, offre un contesto piacevole e ricco di tradizioni che vale la pena di essere visitato.

Arte e sapori di San Miniato

Duomo di San Miniatoin foto: Duomo di San Miniato. Foto di Manfred Heyde

Il borgo di San Minito, con la sua splendida posizione arroccata su un colle, è formato da stradine in pietra su cui si affacciano gioielli architettonici. Il punto più alto del borgo di San Miniato è costituito dalla Rocca di Federico II. Di questo edificio rimane sono la Torre di San Miniato, fatta costruire da Federico II di Svevia tra il 1217 e il 1221, diventata il simbolo della città. La Rocca fu distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale, ma fortunatamente ricostruita nella metà del novecento. Per differenziare questa località dalla chiesa omonima di Firenze, San Miniato, capiterà spesso di trovare l’appellativo “Al Tedesco”, che si riferisce a Federico II che fu anche Imperatore di Germania. Nel centro del borgo si apre Piazza della Repubblica, quasi intermente occupata dal Seminario, un edificio molto scenografico. Questa Piazza, tramite tre scalinate, è collegata a Piazza Duomo da dove si può godere di una bella vista sulla valle dell’Arno. In questa piazza sorge la Cattedrale, un edificio dalla facciata molto caratteristica che non passa inosservata. La facciata della Cattedrale è formata da una serie di dischi di ceramica che riproducono la disposizione delle stelle nelle costellazioni di Orsa Maggiore e Minore. Il campanile della cattedrale è la Torre Matilde, caratterizzato da un orologio asimmetrico.

Seminario di San Miniatoin foto: Seminario di Sa Miniato. Foto di Sailko

Degno di nota a San Miniato è il Convento di San Francesco, che secondo la tradizione fu donato al Santo dai nobili della città. Tra gli altri edifici religiosi ricordiamo la Chiesa di Santo Stefano e San Michele, databile al XII secolo, che conserva all’interno un crocifisso ligneo di Pietro Cavallini, affreschi di Domenico Brogi e delle bellissime vetrate a mosaico. Il tour a San Miniato passa per la Chiesa del Santissimo Crocifisso, la Chiesa della Santissima Annunziata, la Chiesa di San Iacopo e Santa Lucia, il Convento di San Domenico, il Palazzo Vescovile e l’elegante Palazzo Grifoni. Fuori da centro storico si trova l’ex Monastero d Santa Chiara, che oggi ospita un museo gestito dalla Fondazione Conservatorio di Santa Chiara. E’ interessante sapere che San Miniato si trova sul tracciato della Via Francigena, un percorso seguito dai pellegrini in viaggio verso Roma.

Mostra Mercato Nazionale del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesiin foto: Mostra Mercato Nazionale del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi. Foto di Lucarelli

Il prodotto più famoso del borgo, il tartufo bianco, viene celebrato ogni anno con la Mostra Mercato Nazionale del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi, che si svolge il secondo, terzo e quarto fine settimana di novembre. Oltre al tartufo, il mangiar bene a San Miniato è la regola. Nel borgo si possono assaporare tanti altri prodotti tipici e materie prime di qualità, molte delle quali vantano anche il riconoscimento di presidio Slow Food.

Fonte: San Miniato: il borgo dei tartufi tra Pisa e Firenze

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