Categoria: Viaggi

Verona, cosa vedere nella città degli innamorati
in foto: Verona – Foto Flickr

Verona: basta pronunciare questo nome per evocare gli scenari più romantici. Per quanto si sprechino le proposte di San Valentino alternative, le mete evergreen hanno sempre il loro fascino. Per questo abbiamo deciso di proporvi la città degli innamorati per eccellenza, resa immortale dal capolavoro di Shakespeare “Romeo e Giulietta”. La città scaligera fa da cornice alla celebre tragedia e all’amore contrastato dei due protagonisti, ma Verona è senz’altro ideale per celebrare un’unione felice! Ricca di attrazioni culturali, presenta un centro storico Patrimonio UNESCO, un teatro famoso in tutto il mondo e dei panorami da sogno sul fiume Adige. E a San Valentino diventa ancora più romantica con Verona in Love, una serie di eventi per celebrare la festa dell’amore.

Che stiate progettando le vostre vacanze di San Valentino o una fuga romantica last minute, Verona riuscirà a sedurvi in un battibaleno. Vi conquisterà all’istante, senza troppi giri di parole o corteggiamenti estenuanti. Perché Verona è dotata di una sua magia naturale, percepibile in ogni angolo e in ogni monumento. E vi farà perdere la testa. Ecco le attrazioni da non perdere per innamorarsi della città degli innamorati.

Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe – Foto Wikimedia Commonsin foto: Piazza delle Erbe – Foto Wikimedia Commons

Si tratta della piazza più antica della città, centro nevralgico della vita culturale, sociale e politica in epoca romana. Oggi è il tipico luogo di ritrovo dei veronesi che non rinunciano a un aperitivo in compagnia o che si incontrano per fare la spesa nel colorato e affolatlissimo mercato del weekend. L’atmosfera incantata che si respira in questo luogo è davvero unica. Qui si trova la Torre dei Lamberti, che domina il panorama dall’alto dei suoi 84 metri. Iniziata nel XII secolo, venne ultimata solo nei secoli successivi e perfino l’orologio è un’aggiunta settecentesca. Sul lato nord della piazza troviamo anche le Case Mazzanti, abitazioni dalle facciate finemente affrescate che valsero a Verona l’epiteto di urbs picta, città dipinta. Molto bella anche la Casa dei Mercanti, sede della Banca Popolare di Verona. Suggestivo Palazzo Maffei, impreziosito da diverse statue di dei greci: Giove, Ercole, Minerva, Venere, Mercurio e Apollo.

Arche Scaligere

Arche Scaligere – Foto Wikipediain foto: Arche Scaligere – Foto Wikipedia

Le Arche Scaligere sono un complesso funerario dedicato ad alcuni membri della famiglia degli Scaligeri, che governò a lungo su Verona. Il monumento più antico, in stile gotico, risale al 1277. Il personaggio più illustre qui sepolto è Cangrande della Scala, amico e mecenate di Dante, ricordato con grandi elogi dal Sommo Poeta nel Paradiso.

Casa di Giulietta

Casa di Giulietta – Foto Pixabayin foto: Casa di Giulietta – Foto Pixabay

Malgrado questo “luogo di culto” raggiunga pericolosi picchi di feticismo, la Casa di Giulietta è ormai assurta a icona turistica internazionale. Romeo e Giulietta sono solo un’invenzione letteraria? Può darsi, ma le famiglie Capuleti e Montecchi sono davvero esistite. L’edificio del XIII secolo presenta lo stemma di famiglia dei Capuleti, o meglio Cappelletti. Tra graffiti e bigliettini d’amore lasciati sul portico, il luogo trasuda di romanticismo. Nel cortile troneggia la statua in bronzo di Giulietta, mentre la casa è visitabile a pagamento ed è tradizione che gli innamorati si bacino sotto il balcone per assicurarsi un amore eterno. Se vi state chiedendo della controparte maschile, vicino alle Arche Scaligere si trova la Casa di Romeo, appartenente ai Montecchi. La Tomba di Giulietta si trova nei sotterranei dell’ex Convento di San Francesco al Corso, un antico complesso di frati Cappuccini del XIII secolo.

Piazza Bra e Arena di Verona

Scorcio dell’Arena di Verona – Foto Picrylin foto: Scorcio dell’Arena di Verona – Foto Picryl

Nel cuore di Piazza Bra troneggia uno dei teatri più grandi del mondo: l’Arena di Verona. Un monumento dalla storia millenaria: nel I secolo ospitava lotte tra gladiatori e nel XVIII secolo giostre e tornei. Costruita con la pietra della Valpolicella, dalle sfumature rosse e rosa, può accogliere circa 20.000 spettatori. D’estate ospita il celebre Festival dell’Opera, che attira numerosi cantanti italiani e internazionali. Sul versante meridionale si trova la Gran Guardia, palazzo del Seicento che ospita mostre e convegni. Sul lato orientale, invece, si affaccia l’ottocentesco Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona.

Chiesa di San Zeno Maggiore

San Zeno – Foto Wikipediain foto: San Zeno – Foto Wikipedia

Notevole esempio di architettura romanica, la chiesa sorge sul luogo di sepoltura del vescovo Zeno, di origine africana. La struttura originaria risalirebbe al XII secolo. L’interno custodisce numerose opere d’arte che vanno dal XII al XVI secolo. Sull’altare maggiore della basilica spicca una splendida opera come la Pala di San Zeno di Andrea Mantegna.

Ponti di Verona

Ponte Pietra – Foto Wikimedia Commonsin foto: Ponte Pietra – Foto Wikimedia Commons

Verona è attraversata da sette ponti sul fiume Adige. Purtroppo tutti i ponti vennero distrutti dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale; in seguito, però, blocchi e mattoni originari vennero recuperati sul fondo dell’Adige e utilizzati per ricostruire i monumenti. La città può vantare antiche origini romane: testimonianza di questo glorioso passato è il Ponte Pietra, risalente al I secolo a.C. Il monumento collega il Teatro Romano con il centro cittadino e regala scorci meravigliosi sul fiume Adige e Castel San Pietro. Un notevole esempio di ingegneria trecentesca è Ponte Scaligero, o di Castelvecchio perché proprio di fronte all’omonima fortezza. Il ponte regala un’atmosfera particolarmente romantica, soprattutto al calar della sera. Interessante il museo annesso.

Castelvecchio

Ponte di Castelvecchio – Foto Wikimedia Commonsin foto: Ponte di Castelvecchio – Foto Wikimedia Commons

La costruzione di questo castello con funzioni difensive fu fortemente voluta da Cangrande II della Scala. Dopo la caduta degli Scaligeri ha attraversato vicende alterne. Sotto il dominio dei Veneziani divenne deposito d’armi, per poi trasformarsi in caserma sotto la dominazione francese e austriaca. Oggi il suo interno ospita un piccolo museo con una collezione di opere medievali, rinascimentali e moderne. Tra i dipinti più importanti, la Sacra Famiglia di Mantegna, il San Girolamo Penitente di Bellini e il Ritratto femminile di Rubens, ma in collezione troviamo anche opere di Filippo Lippi, del Veronese e di Tintoretto.

Duomo di Verona

Interno del Duomo di Verona – Foto Wikipediain foto: Interno del Duomo di Verona – Foto Wikipedia

Consacrato nel 1187, è stato costruito sulle rovine di una chiesa paleocristiana ed è dedicato a Santa Maria Matricolare. Spicca il magnifico portale decorato con figure di profeti e animali, sovrastato da una lunetta con un bassorilievo policromo che ritrae la Madonna in trono col Bambino, circondata dai Magi e dai Pastori. All’interno, costituito da tre navate, si trova un capolavoro d’arte come l’Assunta di Tiziano. Dal Duomo si accede al Battistero di San Giovanni in Fonte, una piccola chiesa longobarda con notevoli affreschi e un meraviglioso fonte battesimale del XII secolo. Adiacente si trova la piccola Chiesa di Sant’Elena, la cui pianta originaria risale all’800 d.C.

Fonte: Verona, cosa vedere nella città degli innamorati

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Empoli: visita alla città del vetro
in foto: Piazza Farinata degli Uberti. Foto di Paola Pittori

A poca distanza da Firenze si può visitare una città famosa per la lavorazione del vetro. Empoli, forse non è spesso tappa di viaggi turistici, eppure la città toscana ha una notevole importanza storica ed archeologica. Infatti, ad Empoli sono state ritrovate rilevanti tracce di insediamenti umani che risalgono all’epoca paleolitica.

Cosa vedere ad Empoli

Museo del vetro di Empoliin foto: Museo del vetro di Empoli. Foto di Sansa55

L’importanza della produzione del vetro ad Empoli è sottolineata dalla presenza di un museo dedicato a questa arte che racconta la storia della città. La visita di Empoli può iniziare da questo luogo che vi farà scoprire tanti aspetti di una città dalla storia importante. Il museo del Vetro (MuVe) sorge nelle sale che un tempo accoglievano il magazzino del sale, struttura costruita nella seconda metà del XIV secolo nel centro di Empoli per conservare e distribuire il sale proveniente dalle saline di Volterra.

Il centro di Empoli presenta un nucleo storico che si snoda intorno alla centrale piazza Farinata degli Uberti, circondata da portici con al centro una fontana in marmo con due leoni accucciati ai suoi piedi, opera di Luigi Pampaloni del 1827. Uno degli edifici religiosi più importanti del centro di Empoli è la Collegiata di Sant’Andrea, in stile fiorentino – romano. La chiesa, che risale probabilmente al V secolo e successivamente ampliata, presenta una bellissima facciata in marmo di Carrara e marmo verde proveniente dalle montagne di Prato. Nel corso degli anni l’interno della chiesa ha subito molte trasformazioni e molte opere sono esposte nell’adiacente Museo della Collegiata, una galleria che racchiude una collezione di dipinti e sculture rinascimentali. Altra chiesa degna di nota è quella di Santo Stefano, celebre per i suoi frammenti di affreschi quattrocenteschi.

Durante la passeggiata nel centro storico di Empoli si può ammirare il Palazzo Ghibellino appartenuto ai Conti Guidi. Il nome della costruzione deriva da un evento avvenuto nel medioevo, infatti, proprio in questo palazzo si tenne un importante congresso ghibellino. Il Palazzo risale al XI secolo, ma il restauro avvenuto nel XVI secolo ha modificato gran parte dell’edificio originario. Ora è sede del Museo Civico di Paleontologia e dell’Archivio Storico Comunale.

Ad Empoli si trovano anche molte aree verdi. Il parco più conosciuto e più grande è quello di Serravalle, a nord est della città. Un luogo perfetto per passeggiare nella natura a due passi dalla città.

Fonte: Empoli: visita alla città del vetro

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La Valle di Jiuzhaigou e i suoi laghi, un angolo di paradiso in Cina
in foto: Lago dello Specchio – Foto di Jean–Marie Hullot

In Cina esiste un luogo che sembra uscito dalla leggenda più visionaria. Un luogo dove i colori sembrano giocare tra loro fino a inseguirsi e fondersi in tavolozze incantate, tra riflessi e bagliori. Si chiama Jiuzhaigou, la Valle dei Nove Villaggi, ed è situato nel nord della provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina. Il nome deriva dalla presenza di nove insediamenti abitati da genti di etnia tibetana che considerano sacri i corsi d’acqua e le montagne della zona. In effetti, tutto in questa riserva sembra emanare un’aura soprannaturale.

La Valle di Jiuzhaigou è stata dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1992 e Riserva Mondiale della Biosfera nel 1997.  Si estende per 300 km² ed è facilmente raggiungibile in autobus. Fino al 1975, anche per via della sua ubicazione remota, l’area era semisconosciuta; fu solo nel 1982 che il governo cinese decise di trasformarla in un parco nazionale. Jiuzhaigou fa parte della catena dei Monti Min, costituita da impervie rocce calcaree, con un’altitudine media di 2.500 metri sul livello del mare ma che possono superare i 4.500 metri. L’area comprende specchi d’acqua, cascate e una lussureggiante foresta vergine, oltre a una notevole quantità di fauna locale che comprende anche specie in pericolo d’estinzione come il panda gigante, il panda minore o la scimmia dal naso camuso. La zona è ricoperta da boschi e foreste che in autunno si rivestono di affascinanti sfumature gialle, rosse e arancio, regalando visioni di pura poesia ai turisti che affollano il parco soprattutto in questa stagione. Fiore all’occhiello del parco sono i suoi 108 laghi dai colori incantevoli e dai nomi poetici, che affondano le loro radici nella mitologia locale.

I laghi della Valle di Jiuzhaigou

Lago della Tigre – Foto Wikipediain foto: Lago della Tigre – Foto Wikipedia

La Valle di Shuzheng è una delle principali aree turistiche di Jiuzhaigou, con oltre quaranta laghi e corsi d’acqua. Tra questi spiccano il Lago dei Due Draghi, la Spiaggia dei Bonsai, il Lago delle Canne, il Lago Scintillante, il Lago della Tigre, le Cascate di Shuzheng, il Lago del Rinoceronte e le Cascate di Nuorilang.

Il Lago dei Due Draghi è così chiamato per i due speroni di roccia calcarea incastonati nel fondale che ricordano proprio due draghi: secondo la leggenda fu il potente re Gesar, importante figura dell’epica tibetana, a incatenarli sott’acqua. Il Lago Scintillante è così chiamato per le sue acque dal blu cristallino che raggiungono i 9 metri di profondità. Il Lago della Tigre ha questo nome poiché il gorgoglio delle vicine cascate di Shuzheng ricorda un ruggito e poi perché in autunno il colore rossastro degli alberi si riflette nello specchio d’acqua creando l’effetto di una pelliccia tigrata; inoltre, spesso e volentieri si vedono tigri in carne e ossa abbeverarsi nelle sue acque. Il Lago del Rinoceronte è il più grande della valle e permette di ammirare uno splendido paesaggio. Secondo la leggenda, sotto il suo fondale si nasconderebbe un vecchio lama sulla groppa del suo rinoceronte.

Lago dei Cinque Fiori – Foto Wikipediain foto: Lago dei Cinque Fiori – Foto Wikipedia

Nella Valle di Rize troviamo il bellissimo Lago dello Specchio, noto per le sue acque trasparenti che riflettono il cielo e le montagne. Splendido anche il Fiume del Pavone, dalle sfumature verde scuro, oro, blu e zaffiro. La vera star della valle è il Lago dei cinque fiori: la presenza di carbonato di calcio e piante acquatiche dona all’acqua cristallina sfumature multicolori.

Lago Lungo – Foto Wikipediain foto: Lago Lungo – Foto Wikipedia

Nella Valle di Zechawa, che si estende per ben 18 km, troviamo i tre Laghi delle Stagioni e lo Stagno dei Cinque Colori, che risplende di una luce variopinta e trasporta chi lo osserva in un paesaggio da sogno. Il Lago Lungo, il più esteso della valle, presenta una caratteristica forma a S ed circondato da picchi innevati a un’altitudine compresa tra i 3.060 e i 4.457 metri.

Fonte: La Valle di Jiuzhaigou e i suoi laghi, un angolo di paradiso in Cina

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San Miniato: il borgo dei tartufi tra Pisa e Firenze
in foto: Campanile del Duomo e il tiburio della chiesa del SS. Crocifisso. Foto di Croberto68

Nella strada tra Pisa e Firenze si incontra un grazioso borgo medievale arroccato su un colle dove la buona cucina è la parola d’ordine. San Miniato è conosciuto in tutto il mondo per il tartufo bianco, un prodotto tipico di questo territorio. Come tutti i borghi immersi tra le colline Toscane, anche San Miniato, offre un contesto piacevole e ricco di tradizioni che vale la pena di essere visitato.

Arte e sapori di San Miniato

Duomo di San Miniatoin foto: Duomo di San Miniato. Foto di Manfred Heyde

Il borgo di San Minito, con la sua splendida posizione arroccata su un colle, è formato da stradine in pietra su cui si affacciano gioielli architettonici. Il punto più alto del borgo di San Miniato è costituito dalla Rocca di Federico II. Di questo edificio rimane sono la Torre di San Miniato, fatta costruire da Federico II di Svevia tra il 1217 e il 1221, diventata il simbolo della città. La Rocca fu distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale, ma fortunatamente ricostruita nella metà del novecento. Per differenziare questa località dalla chiesa omonima di Firenze, San Miniato, capiterà spesso di trovare l’appellativo “Al Tedesco”, che si riferisce a Federico II che fu anche Imperatore di Germania. Nel centro del borgo si apre Piazza della Repubblica, quasi intermente occupata dal Seminario, un edificio molto scenografico. Questa Piazza, tramite tre scalinate, è collegata a Piazza Duomo da dove si può godere di una bella vista sulla valle dell’Arno. In questa piazza sorge la Cattedrale, un edificio dalla facciata molto caratteristica che non passa inosservata. La facciata della Cattedrale è formata da una serie di dischi di ceramica che riproducono la disposizione delle stelle nelle costellazioni di Orsa Maggiore e Minore. Il campanile della cattedrale è la Torre Matilde, caratterizzato da un orologio asimmetrico.

Seminario di San Miniatoin foto: Seminario di Sa Miniato. Foto di Sailko

Degno di nota a San Miniato è il Convento di San Francesco, che secondo la tradizione fu donato al Santo dai nobili della città. Tra gli altri edifici religiosi ricordiamo la Chiesa di Santo Stefano e San Michele, databile al XII secolo, che conserva all’interno un crocifisso ligneo di Pietro Cavallini, affreschi di Domenico Brogi e delle bellissime vetrate a mosaico. Il tour a San Miniato passa per la Chiesa del Santissimo Crocifisso, la Chiesa della Santissima Annunziata, la Chiesa di San Iacopo e Santa Lucia, il Convento di San Domenico, il Palazzo Vescovile e l’elegante Palazzo Grifoni. Fuori da centro storico si trova l’ex Monastero d Santa Chiara, che oggi ospita un museo gestito dalla Fondazione Conservatorio di Santa Chiara. E’ interessante sapere che San Miniato si trova sul tracciato della Via Francigena, un percorso seguito dai pellegrini in viaggio verso Roma.

Mostra Mercato Nazionale del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesiin foto: Mostra Mercato Nazionale del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi. Foto di Lucarelli

Il prodotto più famoso del borgo, il tartufo bianco, viene celebrato ogni anno con la Mostra Mercato Nazionale del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi, che si svolge il secondo, terzo e quarto fine settimana di novembre. Oltre al tartufo, il mangiar bene a San Miniato è la regola. Nel borgo si possono assaporare tanti altri prodotti tipici e materie prime di qualità, molte delle quali vantano anche il riconoscimento di presidio Slow Food.

Fonte: San Miniato: il borgo dei tartufi tra Pisa e Firenze

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