Mese: Aprile 2021

Sentirsi a proprio agio, in ogni occasione e con qualsiasi tipo di abbigliamento s’indossi, è il desiderio di donne e uomini. Maglie che si piegano su curve abbondanti, pantaloni che segnano il girovita, spiacevoli segni dell’intimo visibili sotto gli abiti sono l’incubo di molti. Tra le varie soluzioni abbiamo voluto prendere in considerazione le guaine con effetto snellente: un accorgimento che si è trasformato in must, perfetto alleato per esibire una linea meno appesantita.

 

Le abitudini di un tempo: l’importanza della biancheria intima.

L’uso delle pancere si tramanda da anni: le nonne non uscivano di casa senza, reputandolo un indumento necessario per benessere e aspetto fisico. Oggi si predilige il tessuto elasticizzato che permette una più semplice vestibilità e l’opportunità di adattarsi anche ad abiti maggiormente attillati. Un tempo la pancera contenitiva più adoperata era quella con particolarità simili ad un busto: la guaina aperta. Quest’ultima risultava senza “cavallo”: una fascia avvolgente, lavorata in tessuto estremamente robusto.

Solitamente circondava la vita delle signore, fino ad arrivare all’altezza delle cosce. Configurata a secondo delle esigenze, modellava e stringeva i fianchi, con effetto “pancia piatta” ma soprattutto, tenendo retta la schiena. Il corpo si muoveva in maniera quasi regale costretto dalla pancera a non assumere pose sgraziate; inoltre, la camminata di chi indossava tale indumento intimo, risultava sicura ed elegante poiché proprio la fasciatura, non consentiva che movimenti misurati con andamento raffinato, frutto del contenimento delle anche. “Chi bella vuole apparire, un po’ deve soffrire!

Lo dicevano un tempo, a sottolineare che, a scapito della comodità, ci si costringeva ad abitudini fastidiose o persino dolorose. Lacci tirati, agganciature scomode, stecche rigide e fastidiose, tessuti troppo spessi: fortunatamente, nel campo della lingerie, si è riusciti a superare queste pratiche, concentrando l’attenzione sull’intimo contenitivo non scomodo o doloroso ma spesso dotato di sensualità ed eleganza.

 

Le consuetudini che tornano di moda

Una pancera contenitiva è un indumento intimo ormai essenziale: configura ed equilibra il fisico, restituisce alle rotondità troppo evidenti un aspetto ridotto, dona armonia all’intera figura ed evidenzia la naturale eleganza di un fisico proporzionato. Anche la salute ne beneficia: protezione per la schiena, utile in casi di ernia o in fasi postoperatorie, indispensabile dopo una gravidanza. Occorre dire addio ai vecchi modelli e concentrare l’attenzione sull’intimo modellante funzionale e bello.

Attrici, personaggi famosi, influencer, modelle, per tutti l’intimo contenitivo è diventato quasi un vanto, l’alternativa al ritocco chirurgico, la risposta che indica che è sufficiente usare una determinata biancheria per tornare a ottenere una silhouette piacevole. Dimenticando i modelli di pancera aperti, ora abbiamo una vasta scelta su cui puntare l’attenzione: la guaina conformata come una mutanda contenitiva ne è un esempio molto apprezzato; analoga nella forma ad una ordinaria mutandina, possiede comunque la resistenza e le caratteristiche flessibili e sagomanti di una pancera contenitiva: le stoffe impiegate danno la garanzia di ottenere un ottimo risultato di restringimento, importante per mostrare un aspetto slanciato.

Sul sito Marielulingerie.it sono messi in evidenza modelli nuovi che non vogliono tralasciare il lato estetico, anche se nascosto dai vestiti, dando importanza a tessuti che si adattino alle varie stagioni e alle molteplici esigenze. Ancora la pancera contenitiva possiede differenti varianti: da normale mutandina o con il bordo che supera il livello vita, allungata sulle cosce o sgambata, a contenimento forte o maggiormente morbido: in questo modo si avrà la possibilità di scegliere tra numerose soluzioni. Le guaine sgambate, ad esempio, sono un prodotto sempre più richiesto: permettono di ridurre la prominenza di sedere e addome, lasciando libertà di movimento e con l’eleganza di pizzi, materiale effetto nudo, stili sensuali e assolutamente chic.

Le pancere intime contenitive sono dotate di particolarità differenti, l’importante è che mantengano la promessa di agire con un effetto veramente adatto alle esigenze del nostro corpo. Occorrerà avere l’accortezza di optare per modelli privi di inestetiche cuciture, così che non si facciano notare sotto gli abiti. Ma ancora il nostro consiglio è di scegliere senza fretta e con cura il modello di pancera contenitiva più adatto al proprio fisico, potendo decidere d’indossare un intimo comodo ed estremamente utile ma, allo stesso tempo, delicato e di classe.

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La filaria o filariosi è una patologia che colpisce il cane ed è causata dal Dirofilaria immitis, un parassita che può completare alternativamente il suo ciclo vitale all'interno di un host intermedio, come può essere la zanzara, o nell'organismo del nostro cane, che è invece l’host definitivo.

Seguendo quello che ci dice ESCCAP – European Scientific Counsel Companion Animal Parasites – affermiamo anche noi che l'Italia è purtroppo zona endemica per questo tipo di parassita. Diventa pertanto importantissimo effettuare una profilassi corretta e mettere al riparo il nostro amico a quattro zampe da questa specifica patologia e parassita.

Filaria: il suo ciclo vitale

Al contrario di altri tipi di parassiti che colpiscono cani e gatti – la filaria ha un ciclo vitale molto lungo, che parte in generale dalle zanzare, che si infettano con microfilarie durante la loro fase di nutrizione. Passano poi circa 15 giorni dal contagio primo che ha colpito la zanzara, affinché questa diventi infettante. Con una semplice puntura la zanzara stessa può trasmettere le microfilarie al cane, che vengono poi ospitate, inizialmente, nel sangue del nostro amico a quattro zampe. Il processo che porta le larve a diventare adulte è molto lungo: tipicamente passano tra i 5 e i 6 mesi fino al raggiungimento dell'età adulta.

I parassiti adulti possono raggiungere dimensioni superiori a 30 centimetri e causare morte certa nel cane, motivo per il quale è necessario intervenire tempestivamente, alle prime avvisaglie di infestazione. Successivamente le microfilarie possono essere liberate nel sangue, dando il via ad un processo ora completamente interno, rispetto all'infestazione partita con la zanzara che abbiamo visto poco sopra.

I Sintomi – o la mancanza degli stessi

Purtroppo individuare questo processo per tempo è difficile perché nel percorso che porta dalle micro-filarie alle ben più pericolose filarie adulte, possono esserci segnali troppo deboli per essere riconosciuti. Dobbiamo prestare attenzione a eventuali segnali, quali un eccessivo affaticamento del cane, la tosse e una resistenza all'esercizio fisico di qualunque tipo. In presenza di questo tipo di sintomi, può essere in corso un'infestazione da filaria, per la quale bisogna tempestivamente contattare il veterinario.

Come si può trattare la filaria?

Il primo passo è sempre una terapia atta a distruggere gli eventuali esemplari adulti che sono già ospitati dal nostro cane. In questa circostanza intervenire con le giuste tempistiche è fondamentale per cercare di salvare la vita al nostro cane, purtroppo messa a repentaglio proprio dall'infestazione stessa.

In medicina veterinaria si distinguono quattro diversi stadi della filaria, ovvero Classe I, Classe II, Classe III e Classe IV. Le classi procedono per gravità dell'infestazione, con le prime tre che lasciano maggiori speranze di vittoria e con la quarta che, anche in caso di intervento chirurgico, lascia davvero poche speranze.Per quanto concerne invece la copertura farmacologica, ci si rivolge a prodotti quali la Selamectina e la Moxidectina. Devono essere prescritte sempre dal veterinario e possono interrompere le infestazioni fino alla terza classe.

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Dati sensibili, indirizzi IP, cookies: ormai sono tematiche molto conosciute, in particolare da chi possiede delle attività commerciali. In questo approfondimento ci concentreremo, nello specifico, sulle responsabilità attribuite ai gestori di hotel e ristoranti, che giocano un ruolo fondamentale nella protezione dei dati e della privacy dei propri clienti.

Ogni gestore di albergo o di food business deve garantire la riservatezza dei dati ottenuti dei propri ospiti, agendo nel rispetto della normativa GDPR. Una delle prime cose richieste ai gestori è stato un intervento sulle configurazioni dei software gestionali per dimostrare l’ottenimento trasparente e la gestione sicura delle informazioni dei consumatori. Gli stessi fornitori dei software, usati per la raccolta e il trattamento delle informazioni sensibili, in fase di progettazione devono tener conto delle normative sulla privacy. Ma andiamo per ordine!

 

In quali occasioni vengono acquisiti i dati dei clienti

Ogni ospite che soggiorna in una struttura alberghiera o che utilizza un servizio di ristorazione hai il dovere di fornire il consenso per il trattamento dei dati sensibili. Il discorso vale indipendentemente dal tipo di prenotazione effettuata. La fase di acquisizione dei dati da parte del ristoratore si presenta nel momento in cui il cliente richiede l’emissione di una fattura. Per l’ottenimento del documento fiscale lo stesso cliente dovrà ricevere una copia dell’informativa riguardante il trattamento dei dati personali.

Ulteriore momento in cui viene richiesto il consenso da parte di un gestore al consumatore riguarda la richiesta di invio di comunicazioni promozionali, via email, di marketing. Se il cliente accetta e offre il suo consenso potrà tranquillamente ricevere le offerte via mail. Negando tale consenso non solo vengono fermate le comunicazioni marketing ma il software che utilizza la struttura dovrà mantenere solo i dati cliente considerati necessari. Nel momento in cui terminerà il suo soggiorno, saranno eliminate le informazioni dell’ospite. Discorso analogo se, in un secondo momento, il cliente dovesse recedere il consenso dato per le comunicazioni promozionali. L’utente ha il diritto di non ricevere più pubblicità e quindi il software usato dovrà rimuovere i dati sensibili dal database.

 

Quando si conservano i dati

In merito alla tematica della conservazione dei dati per fini fiscali, una struttura può arrivare a conservarli fino a 10 anni. Allo scadere di questo periodo si potrà procedere con la cancellazione. Per quanto riguarda invece i dati relativi alla pubblicità via e-mail il gestore, affiancato dal suo consulente della privacy, hai il dovere di impostare un limite di tempo massimo per il mantenimento dei dati del cliente. Per esempio si possono considerare un paio di anni per l’invio delle e-mail promozionali.

 

Scegliere un software sicuro e innovativo facilita ogni operazione

È presto detto che affidarsi ad un software progettato, che sia già adeguato alla normativa, permette a ogni struttura di rendere più pratiche le attività per mezzo di automatismi gestionali dei dati. Del resto la normativa prevede una serie di regole e caratteristiche ben precise rispetto al software utilizzato. Per assicurarsi che le norme del GDPR siano applicate regolarmente nella struttura è doveroso consultare un consulente legale o un esperto in materia di privacy, come per esempio Privacy lab.

In linea generale un software automatizzato dovrà permettere di:

  • Rendere anonimi i dati anagrafici dopo 10 anni;
  • Rimuovere i dati sensibili dei clienti che non offrono il consenso alla ricezione di pubblicità;
  • Cancellare le informazioni ottenute dopo il consenso del cliente trascorsi gli anni impostati per l’utilizzo;
  • Accedere ai dati delle carte di credito attraverso una password di controllo;
  • Rimuovere i dati del cliente che ha revocato il consenso al trattamento delle informazioni personali a scopo di marketing.
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